Giovedì 7 aprile

di | 6 Aprile 2016

home2Marco 6, 6b-13                                                                                               

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando. 7 Chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. 8 E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; 9 ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 10 E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. 11 Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 12 Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, 13 scacciavano molti demoni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Commento

Il percorso della sequela, del discepolo, in questo brano è come raccontato per tappe: chiamare a se, per mandarli a due a due, come fratelli. Possiamo dire così: dalla comunione con il Signore, alla comunione di vita con i fratelli. Il testo è come un diario di viaggio, un breviario del discepolo. In questo periodo della mia vita sento molto da una parte, la necessità di “stare con il Signore”, e, dall’altra, la necessità di una testimonianza evangelica della mia vita. Quanto sono piccolo di fronte a queste parole che ho appena letto e che sto poveramente commentando! Capisco che proprio dentro questo breviario di viaggio riscopro ogni giorno il mio essere discepolo. Ma sento anche la fatica di stare dentro questa povertà e essenzialità evangelica. Quante cose mi porto dietro nella mia vita!   Un bagaglio troppo pesante che mi appesantisce, che non mi rende viaggiatore leggero, che non mi permette di portare l’unico bagaglio vero che è la parola. Queste pagine della sequela sono bellissime, perché io sogno una vita così, ma so anche di quanto sono impegnative, perché vuol dire prendere sul serio il vangelo e gli uomini. Mi colpisce il fatto che non siamo chiamati soprattutto a fare qualcosa, ma ad essere, a vivere in un certo modo. Mi colpisce la libertà interiore del Signore che dice e fa queste cose. Sento il grande valore della povertà evangelica e della povertà del discepolo, ne resto come affascinato, poi vorrei tradurre in gesti questo fascino. Chiedo al Signore la forza per essere viaggiatore povero e leggere

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che sono chiamati ad essere missionari.

4 pensieri su “Giovedì 7 aprile

  1. sr Rita

    Grazie a questa parola e a quelle di Don Sandro: camminare in una testimonianza evangelica. povera e leggera. Invece talvolta la vita, anche di chi sta seguendo Gesù come discepolo, è appesantita. L’andare a due a due a volte è faticoso. Si vorrebbe correre da soli pensando di fare più alla svelta. Ma il Signore non ha fretta. Lui c’è e ci chiede di stare con Lui oltre che di andare. Prego per le persone consacrate che stanno vivendo momenti di fatica. Prego anche per la moglie di un ex sacerdote della nostra diocesi di qui, che è stata trovata uccisa. Si teme che c’entri il marito. Che Dio abbia pietà di noi, povera chiesa debole e peccatrice.

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  2. Elena

    Penso che la povertà sianuno stato della nostra anima. Abbiamo sempre fardelli troppo pesanti e ci serve davvero così poco. L’ essenziale è.il non attaccarsi alle cose. È liberare anche il corpo per ritrovare una dimensione dello spirito che si va perdendo, ed una dimensione relazionale, difficile da coltivare e nutrire quotidianamente. Aiutaci Padre, a viaggiare leggeri al tuo fianco e accanto ai.molti compagni di viaggio che via via ci fai incontrare sulla strada della Parola. Prego con voi per i missionari e per chi perde la strada. Una preghiera per la mia vicina di casa, che si è ricongiunta al Padre.

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  3. Luca

    Una volta, non ricordo chi, ha applicato questo brano alla vita matrimoniale. Noi sposi, inviati a due a due a testimoniare l’amore di Dio, ad essere riflesso del suo amore per l’uomo. Noi sposi, chiamati a una vita sobria, immersi ma non sommersi dalle preoccupazioni quotidiane, chiamati a gesti di vicinanza, di carità.

    Preghiamo per tutte le coppie che provano a vivere l’Amore

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  4. sr.Alida

    Grazie a don Sandro e a voi per i commenti a questa Parola.Chiamò a sè ..li .manda a due a due, non prendete nulla ……..la Parola è vera ieri come oggi ,mi sento coinvolta sopratutto in quest’ultima parte,riguardo la povertà dell’essere e andare,cosi desiderata ma cosi poco vissuta .. E’ vero che la povertà ha tanti aspetti ..ma per me che penso la vita come cammino …o anche come pellegrinaggio ,è vero che mi trovo appesantita,da tante cose. Chiedo al Suo spirito di vincere le resistenze del mio cuore in modo da vivere ciò che è veramente essenziale .Prego per le intenzioni quì oggi espresse ,e per quelle che abbiamo in cuore..

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