venerdì 8 aprile

di | 7 Aprile 2016

home2Marco 6,14-16                                                                                                 

14 Il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». 15 Altri invece dicevano: «È Elia». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». 16 Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».

Commento

Questo brano ci introduce al martirio di Giovanni Battista. Se vogliamo il centro non è tanto Giovanni, quanto Gesù che era diventato famoso. La fama suscita interesse, non fede, non affidamento e quindi Erode non cerca Gesù per un atto di fede, ma per curiosità, perché Gesù è famoso secondo la logica degli uomini. Pensiamo al brano di ieri circa la povertà del discepolo e capiamo subito la distanza abissale che esiste tra il racconto di ieri e quello di oggi. Il nascondimento contro la fama, la povertà del discepolo e lo sfarzo della corte di Erode,  il discepolo testimone del regno, il re affamato di onori. Due mondi che sono destinati a non incontrarsi. Un dato però rimane: tutti sono chiamati ad interrogarsi su chi è Gesù, il povero come il potente. Le risposte sull’ identità di Gesù variano da: Giovanni Battista è risorto, è un profeta, è Elia. Queste risposte hanno in comune una cosa: tendono ad identificare colui che è vivo con uno che è morto. Anche i discepoli il giorno della resurrezione cercheranno Gesù tra i morti, mentre lui è vivo. È come se l’uomo non potesse dare nessuna risposta alla domanda posta sull’identità di Gesù se non guardando nel tempo passato, nella memoria e a volte questa memoria è di dolore e di morte. Proprio per questo motivo le nostre considerazioni circa Dio non possono mai essere risposte esaustive, ma parziali. In queste risposte parziali e ambigue però ritroviamo la verità: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Erode, ben lontano dall’adesione a Gesù e uomo che ha fatto decapitare Giovanni, annuncia la resurrezione! Ed è la persona meno adatta per fare un annuncio del genere! È proprio vero: le nostre risposte sono parziali e deboli, ma in questa fragilità si nasconde tutta la verità, a noi il compito di intuirla.

Preghiamo

Preghiamo per chi non ha lavoro

3 pensieri su “venerdì 8 aprile

  1. sr Rita

    Erode lascia parare il senso di colpa che si porta dentro per aver fatto ammazzare Giovanni Battista. Tutti abbiamo nascosto in qualche cassetto un senso di colpa o di vergogna per il male fatto. Penso a Massimino che oggi ha confessato di aver ammazzato la moglie Terezinha e di aver fatto tutta la sceneggiata di denunciarne la scomparsa, riempire di manifesti la città perché la cercassero, mentre lui, dopo averla uccisa se l’è tenuta in casa tutta la notte e prima dell’alba l’ha caricata in auto e lasciata nuda sul margine di un bosco. Massimino è libero perché non è stato preso in fragrante. Anche se ha confessato non va in carcere Questa è la nostra legge qui in Brasile. Ma penso che nel cuore qualche spettro lo accompagnerà per tutta la vita. Il Signore perdoni a lui e a noi le vigliaccherie che, fatte soprattutto dagli uomini di Chiesa, creano scandali maggiori. Preghiamo anche per Tanti, zio di Sr Anna che è con noi e fratello di Sr Rosina e Sr Costanza, morto questa mattina a Piatta di Bormio.

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  2. Elena

    Quanto sono fragile come essere umano. Ci penso spesso in questi lunghi giorni di veglia a persone a me vicine decedute nel corpo e vive in Gesù Risorto. Ci penso assistendo Giulio in ospedale e Rosario a casa, ammalati e anziani, con mille paure per il dopo…. E più vivo la mia fragilità umana, piena di sconfitte, mancanze, vigliaccherie, paure, più, attraverso questi compagni di viaggio, sento la presenza viva del Dio della misericordia e dell’amore, del Dio della vita. Qui a Scanzo il parroco non li chiama funerali, ma messe di risurrezione. E davvero la compostezza e la tristezza lasciano il passo alla fede che colui che muore nel corpo, cambia solo modo e dimensione del suo essere fra noi. Del suo amarci e del nostro amarlo.E così si tiene viva e dolce la sua presenza , tenace l’amore. Mi sono appena svegliata e stavo sognando i due comandamenti lasciatici da Gesù: amare Dio e amare il prossimo come se stesso. Allora penso, a quanto il Risorto è nella nostra vita, nella mia vita e lo posso vedere attraverso gli occhi ed il cuore …
    Prego secondo le vostre intenzioni e chiedo una preghiera per gli ammalati anziani, ormai vicini al Signore con la loro croce.
    Elena

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  3. sr.Alida

    Chi è Gesu’, si abbozzare una risposta solo , cammin facendo ,solo rimanendo con Lui,farne esperienza e non per sentito dire o per supposizioni,non finendo mai di conoscerlo …è l’Infinito …Cerco Gesu’ ?Perchè ? Lo sò vivente accanto a me e negli altri? La mia fede fragile ha ancor piu’ bisogno di Te,aumenta ,in me la fede!Prego per lo zio sr Anna ,Fratello delle nostre consorelle,per chi è senza lavoro,per le situazioni di dolore,di quanti a noi vicini ,per le nostre intenzioni.

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