giovedì 29 novembre

di | 28 Novembre 2018

giobbe - francesco betti Gb. 10,14-22

[14]Tu mi sorvegli, se pecco,
e non mi lasci impunito per la mia colpa.
[15]Se sono colpevole, guai a me!
Se giusto, non oso sollevare la testa,
sazio d’ignominia, come sono, ed ebbro di miseria.
[16]Se la sollevo, tu come un leopardo mi dai la caccia
e torni a compiere prodigi contro di me,
[17]su di me rinnovi i tuoi attacchi,
contro di me aumenti la tua ira
e truppe sempre fresche mi assalgono.
[18]Perché tu mi hai tratto dal seno materno?
Fossi morto e nessun occhio m’avesse mai visto!
[19]Sarei come se non fossi mai esistito;
dal ventre sarei stato portato alla tomba!
[20]E non son poca cosa i giorni della mia vita?
Lasciami, sì ch’io possa respirare un poco
[21]prima che me ne vada, senza ritornare,
verso la terra delle tenebre e dell’ombra di morte,
[22]terra di caligine e di disordine,
dove la luce è come le tenebre.

Commento

L’atto estremo di giobbe non è un atto di sottomissione a Dio, ma un gesto che è rivoluzionario, unico, sorprendente. L’estrema fedeltà di Giobbe a se stesso lo spinge poi all’atto più sovversivo. Non vuole negare la giustizia di Dio, ma non può negare neanche la sua propria verità. Così, dalla morsa nella quale sembra schiacciato, ecco emergere inattesa una terza possibilità, impensata e impensabile. Giobbe chiama in giudizio Dio stesso. Giobbe trasforma il suo luogo di penitenza in un aula di tibunale dove l’imputato è Elohim, i suoi avvocati gli amici di Giobbe, l’inquisitore è Giobbe. Con il «processo a Dio» siamo allora dentro un’autentica rivoluzione religiosa: anche Dio deve dar conto delle sue azioni se vuole essere il fondamento della nostra giustizia. Deve farsi capire. Dio deve spiegarsi se vuole essere all’altezza del Dio biblico dell’alleanza e della promessa. Il libro di Giobbe ci porta per strade imprevedibili, che l’uomo biblico e forse anche noi facciamo fatica ad afferrare. Noi abituati a dirci di fare la volontà di Dio, siamo messi di fronte a Giobbe che chiede spiegazioni a Dio, che porta in un tribunale simbolico Dio stesso.

Preghiamo

Preghiamo per I malati

2 pensieri su “giovedì 29 novembre

  1. . Elena

    Non trovo semplice il dialogo di Giobbe, trovo pero sorprendente il fatto che mantenga la relazione, il dialogo appunto, con Dio. Quante volte perdiamo per strada questa relazione!?!?Unisco la mia, alla comune preghiera, per gli ammalati e per chi portiamo nel cuore.

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  2. srAlida

    E non son poca cosa i giorni della mia vita? Lascia che io possa respirare ancora un poco ….
    Non facile ,no ,ma Giobbe mantiene questa relazione con Dio chiede spiegazione ,sà che ha altre possibilità per ricominciare ,dopo essere passato dentro questo dolore ….Unita alla vostra preghiera ricordo tutti gli ammalati e le ospiti Laura e Carini ,le loro famiglie ,che stanotte hanno lasciato la nostra casa per il cielo.

    .

    Rispondi

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