giovedì 27 agosto

di | 26 Agosto 2020

At 20,1-12                                           

1 Cessato il tumulto, Paolo mandò a chiamare i discepoli e, dopo averli esortati, li salutò e si mise in viaggio per la Macedonia. 2 Dopo aver attraversato quelle regioni, esortando i discepoli con molti discorsi, arrivò in Grecia. 3 Trascorsi tre mesi, poiché ci fu un complotto dei Giudei contro di lui mentre si apprestava a salpare per la Siria, decise di fare ritorno attraverso la Macedonia. 4 Lo accompagnavano Sòpatro di Berea, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalònica, Gaio di Derbe e Timòteo, e gli asiatici Tìchico e Tròfimo. 5 Questi però, partiti prima di noi, ci attendevano a Tròade; 6 noi invece salpammo da Filippi dopo i giorni degli Azzimi e li raggiungemmo in capo a cinque giorni a Tròade, dove ci trattenemmo sette giorni. 7 Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane, e Paolo, che doveva partire il giorno dopo, conversava con loro e prolungò il discorso fino a mezzanotte. 8 C’era un buon numero di lampade nella stanza al piano superiore, dove eravamo riuniti. 9 Ora, un ragazzo di nome Èutico, seduto alla finestra, mentre Paolo continuava a conversare senza sosta, fu preso da un sonno profondo; sopraffatto dal sonno, cadde giù dal terzo piano e venne raccolto morto. 10 Paolo allora scese, si gettò su di lui, lo abbracciò e disse: «Non vi turbate; è vivo!». 11 Poi risalì, spezzò il pane, mangiò e, dopo aver parlato ancora molto fino all’alba, partì. 12 Intanto avevano ricondotto il ragazzo vivo, e si sentirono molto consolati

Commento

Paolo è in continuo movimento questo suo terzo viaggio missionario ha come meta Roma. Ma prima vuole passare per Gerusalemme. Paolo si ferma quel che basta per annunciare la Parola. In genere il momento in cui decide di andar via è quando ci sono le persecuzioni contro di lui. È lo schema classico dell’annuncio cristiano: annunciare la parola, sentire addosso la persecuzione, arrivare al compimento della vita con il martirio. Sempre più vediamo un Paolo instancabile, la parola deve essere portata fino all’estremità del mondo conosciuto. Qui si inserisce anche l’episodio del ragazzo Eutico, che vuol dire fortunato. Qui vengono descritte le più antiche celebrazioni eucaristiche, fatte in casa, alla stanza superiore come nel cenacolo. Interessante la tanta luce, la parola commentata fino all’alba e lo spezzare il pane. Il giovane Èutico è sulla finestra, soglia tra la luce interna e le tenebre esteriori. Invece di ascoltare la Parola e vigilare, cade in un sonno profondo, che lo afferra e lo tira giù dal terzo piano nella notte. Lo raccolgono morto. Anche Paolo scende nella notte, si getta su di lui, lo abbraccia e dice di non turbarsi perché “la sua anima è in lui”. Sì, la sua anima è in lui grazie alla discesa di Paolo nella notte. La luce della Parola giunge fino all’alba. Quando sorge il sole, il ragazzo – che non ha ascoltato la Parola né gustato il Pane! – è ricondotto vivo nella casa. Parola e Pane gustato dai fratelli “in alto” restituisce vita anche a chi è caduto in basso.

Preghiamo

Preghiamo perché sappiamo vivere con profondità le nostre celebrazioni eucaristiche.

3 pensieri su “giovedì 27 agosto

  1. Sr. Rita

    Interessante questo commento sul ragazzo morto e riportato in Vita dalla preghiera e della frazione del pane da parte dei fratelli. Siamo interlegati e ciascuno riceve e dona.

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  2. Elena

    È molto intensa questa pagina. Accadono molte cose. Anche nelle nostre giornate accadono molte cose, ma quanto siamo toccati dallo Spirito che ci riporta in vita? O meglio, quanto ci lasciamo toccare dallo Spirito? Quanto siamo toccati dallo spezzare e consumare il pane nelle celebrazioni delle nostre messe? Quale significato ha per noi il rimanere vivi nella luce, fino a risplendere dandone testimonianza? Chiedo una preghiera condivisa per Patrizia, in ospedale e per sua sorella Lucia.

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  3. sr Alida

    E grande ciò che succede a un piano superiore attraverso lo Spirito Santo rimanendo con la nostra umanità e fragilità,potessimo guardare la nostra storie ,le nostre vicende dolorose o no ,con i piedi per terra ,ma sempre avvertire il Suo sguardo dall’alto .e pregando per chi è più in difficoltà…oggi S.Monica prego per chi porta questo nome ,per Patrizia e Lucia ,e perchè viviamo intensamente le nostre Eucarestie

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