Giovedì 18 dicembre

di | 17 Dicembre 2015

 avvento boseMichea 7,18 – 20

18Quale dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità? Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo amore. 19Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. 20Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.

 Commento

Ed ecco la conclusione del libro del profeta Michea. Ecco tutto l’orgoglio di conoscere un Dio  che è diverso dagli altri. Non perché è più potente, non perché opera grandi prodigi, più grandi di tutti gli altri dei.  I motivi di questo orgoglio sono così descritti: toglie l’iniquità, perdona, non serba l’ira, manifesta il suo amore, torna ad avere pietà getta i peccati in fondo al mare, conserva la fedeltà. M sembra che si tratta di orgoglio meraviglioso, perché in tutto questo sta la “diversità” e la grandezza del nostro Dio. Ed anche io sono orgoglioso di questo Dio. Vorrei portare nel mio cuore la certezza di questa verità dell’amore fedele di Dio. Vorrei ricordarmi ogni giorno del fatto che getta le mie miserie in fondo al mare. Ed insieme vorrei raccontarlo con tutte le mie forze questo amore del Signore. Da domani commenteremo testi Natalizi, i vangeli della novena di Natale. Chissà che in tanti possano scrivere qualcosa. Cercherò per quello che posso riuscire di commentare tali brani di vangelo nella luce della misericordia di Dio. Intanto buona novena di Natale.

Preghiamo

Preghiamo per il mondo della scuola

Dal vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

5 pensieri su “Giovedì 18 dicembre

  1. sr Rita

    Noi siamo il resto della sua eredità cui è perdonato il peccato. Dio mantiene le promesse. Ma che bello!!! Quei peccati che noi non vorremmo mai aver commesso… quelli di cui ci vergogniamo…Dio li getta in fondo al mare. Chi li vede più? Poter contare su un Dio simile è una fortuna immensa. Non un Dio che fa paura, che minaccia, che giudica, ma un Dio che libera, assolve, ricostruisce con la maestria e la scioltezza di un artista. Possiamo proprio essere orgogliosi di un Dio così.
    Preghiamo perché in questo Natale dell’anno della misericordia tutti gli uomini possano intravedere questo volto bello di Dio.

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  2. gabriele anna

    Ti ringrazio o Dio di questa Parola che conforta e incoraggia a vivere perche ti senti amata per quello che sei nel bene ma anche nel male dei propri limiti delle proprie colpe.
    Quanto sarebbe piu umano il mondo se solo questa misericordia si trasformasse in perdono condivisione tra noi come fratelli e figli di Te unico Dio!
    Aiutami a toccare con mano questa misericordia verso i miei fratelli ed estendila anche a me perche solo cosi per me sarebbe il Natale un vero Natale.Amen

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  3. Ingrid

    Bellissimo e provare che Dio è misericordioso perdona peccati piccoli è grandissimi x ri donarti la sua mano per farti rialzare più forte,più consapevole più umano…
    Ho letto pian pianino il libro l’abbraccio benedicente di Nouwen, si ci identifichiamo sia nel figlio minore sia nel figlio maggiore( parabola del figlio al prodigo) ma l’insegnamento è di assomigliare al Padre,essere misericordiosi come lui lo è con tutti, e riuscire a ns volta a trasmettere questa misericordia agli altri,perdonarli,ascoltarli,accoglierli… E più ci si perdona e si è perdonati dal padre più si riesce a parlare dei ns peccati agli altri perché noi umani siamo tutti fragili e peccatori in modo che anche chi ha compiuto un peccato non si chiuda in se stesso,non si sente solo . ma riesce a perdonarsi e far di quel peccato una grande risorsa di condivisione. Bel modello il Padre….buona novena a tutti

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  4. Elena

    Com’è bella la conclusione del libro di Michea. In poche parole, il Dio del resto dell’umanità, il Dio che però vuole raccogliere tutta l’umanità in sè, il Dio che è Padre e Madre, Misericordia e Perdono, Salvezza e Amore, Accoglienza e Tenerezza, Lui per sempre…
    E’ bello sentirsene parte….
    Elena

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  5. sr.Alida

    Con un Dio così non si può non essere contenti! Con Lui si ritrova sempre prima o poi la via smarrita,il perdono ricevuto e da donare,..il conforto per ogni dolore,I monti fondono come cera davanti a Lui,i deboli sono rivestiti di vigore..si china a guardare sulla terra,
    rialza il povero….Concordo con Ingrid ,che “L’abbraccio benedicente” di Nouwen ha dei passaggi impegnativi ,ma belli ,sul trovarsi ,ora nel figlio prodigo ,ora nel figlio maggiore ,ora nell’assomigliare al Padre.misericordioso…Un Padre che non perde mai la fiducia in noi,nonostante noi..A cui devo un infinito GRAZIE.Grazie anche perchè il ritrovarci quì si arricchisce di nuove voci. Alle intenzioni di oggi mi unisco e prego.

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