giovedì 17 dicembre

di | 16 Dicembre 2015

avvento bose Michea 7,8 -17

Non gioire di me, o mia nemica! Se sono caduta, mi rialzerò; se siedo nelle tenebre, il Signore sarà la mia luce. 9Sopporterò lo sdegno del Signore perché ho peccato contro di lui, finché egli tratti la mia causa e ristabilisca il mio diritto, finché mi faccia uscire alla luce  e io veda la sua giustizia. 10La mia nemica lo vedrà e sarà coperta di vergogna, lei che mi diceva:«Dov’è il Signore, tuo Dio?». I miei occhi gioiranno nel vederla: sarà calpestata come fango della strada.11È il giorno in cui le tue mura saranno riedificate; in quel giorno più ampi saranno i tuoi confini. 12In quel giorno si verrà a te dall’Assiria fino alle città dell’Egitto, dall’Egitto fino al Fiume, da mare a mare, da monte a monte. 13La terra diventerà un deserto a causa dei suoi abitanti, per il frutto delle loro azioni. 14Pasci il tuo popolo con la tua verga, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta tra fertili campagne; pascolino in Basan e in Gàlaad come nei tempi antichi.15Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
mostraci cose prodigiose. 16Vedranno le genti e resteranno deluse di tutta la loro potenza.Si porranno la mano sulla bocca,i loro orecchi ne resteranno assorditi.17 Leccheranno la polvere come il serpente, come i rettili della terra;usciranno tremanti dai loro nascondigli, trepideranno e di te avranno timore.

Commento

Una serie di temi si intrecciano in questi versetti che possono essere definiti oracolo di salvezza che assume due forme diverse: la salvezza per il popolo di Israele e l’ annuncio di castigo per gli altri popoli. La ricostruzione della città di Gerusalemme non sarà solo un evento materiale, ma anche e soprattutto spirituale, cioè Gerusalemme sarà il centro di attrazione di tutti i popoli perché in quella città si vedranno realizzati i sogni di giustizia e di pace. Ricordare il periodo dell’esodo ha come significato di fare memoria di un tempo in cui Dio ha fatti prodigi per il popolo. Il grande sant’ Agostino parlava della città degli uomini e della città di Dio, la prima costruita sul modello della seconda. Nei secoli forse abbiamo  un poco frainteso il significato di tale città di Dio. Non si tratta dell’affermazione della civiltà cristiana in tutto il mondo e nemmeno di pensare di costruire una cittadella di santi che combatte contro il male. Si tratta piuttosto della volontà  dei cristiani di costruire una città che conosce e vive del vangelo della misericordia dentro la città, con le sue porte aperte e con la possibilità di entrare e uscire da questo recinto. Oggi iniziamo la novena di Natale, chiediamo al Signore di essere capaci di costruire città dove la luce della vita renda umana l’esistenza degli uomini.

Preghiamo

Preghiamo per chi non trova lavoro

Dal vangelo secondo Matteo

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

3 pensieri su “giovedì 17 dicembre

  1. Elena

    “Se son caduta, mi rialzerò”….
    Ecco la Parola della speranza e del perdono. Uno dei temi forti del Giubileo della Misericordia, è proprio il perdono.
    Signore, rendimi capace di perdono, poichè tu tanto ami e tanto perdoni! E per me è più difficile.
    Ieri sera, è tornata ad avvicinarsi una persona che in passato ha portato tanto inspiegabile dolore nella mia vita. Mi ha chiesto un abbraccio sincero. Mi sono chiesta, riuscirò ad essere sincera nel mio abbraccio? E’ dovuto passare molto tempo, ho dovuto attraversare molto dolore e molta tristezza, per questa amicizia spezzatasi senza un perchè apparente. Ho dovuto chiedermi in cosa l’avessi spaventata, ferita o soffocata. Ho dovuto lasciarla andare ricordandomi che solo col tempo si sarebbero chiarite le nostre posizioni, e, anche se lontana, le avrei voluto bene lo stesso, in un modo diverso, invisibile e capace di perdono. O semplicemente nel modo del quale lei necessitava…
    Una relazione che ha vissuto ed intessuto un tempo di silenzio e di riscoperta, di rivalorizzazione, di ricostruzione. “Se son caduta, mi rialzerò”…. e non è forse questo il grande amore di Dio? Nella pazienza e nel tendere la mano? Nel perdonare, risanare e riscattare chi ha sbagliato?
    Credo di essere stata perdonata, credo di potermi rialzare e poter tornare ad abbracciare con pienezza e sincerità una vecchia amica…..
    Grazie Signore, per questo dono della Tua Misericordia e della Tua presenza viva fra noi!
    Prego per chi non ha lavoro, per le tante povertà, fisiche, morali e spirituali.
    Un abbraccio forte a Suor Simona e alla meravigliosa e complessa gente di Napoli, città dai mille volti e dal grande cuore!
    Elena

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  2. sr.Alida

    Mostraci cose prodigiose,come quando sei uscito dalla terra d’Egitto..il giorno in cui le tue mura saranno riedificate…Vieni Signore, a riedificare la nostra vita..dacci occhi e cuore per vedere i Tuoi prodigi e lodare il Tuo nome.Guardare l’umanità con il Tuo sguardo misericordioso..non solo mura che si abbattono ,ma luce e pace,che si estendono,sino ad illuminare passo passo il cammino,di forza e di speranza, per il lavoro che si ritrova,per una ferita che si sana o diventa feritoia..luce e pace che si riversa su ogni dolore e povertà e lo solleva e consola.perchè vissuto in Te.

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  3. sr Rita

    Cadere…risollevarsi. Tenebra…luce. In questo alternarsi di esperienze concrete di vita il Signore viene e salva. La mia vita, come quella delle sorelle di comunità, come quella delle persone con cui lavoro e quelle che servo è una vita che passa continuamente da cadute a risollevamenti, da buio a luce. E non mi dovrei meravigliare quando l’esperienza di buio mi dà fastidio o paura. Invece spesso perdo la serenità e la pazienza. Che questa novena di natale che sto vivendo con la gente del nostro Bairo mi aiuti a semplificare la vita, a godere del bene e a far pace con la mia e altrui fiacchezza.
    Prego per Giuseppe Zorza, fratello di una delle nostre suore morte per Ebola,, che è tornato al Padre dopo brevissima malattia.

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