giovedì 18 aprile

di | 17 Aprile 2019

lavandapiedigiovedì Santo – Dal Vangelo secondo Giovanni

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

Commento

Giovedì santo. Oggi ricordiamo al mattino nella messa crismale i sacerdoti e nella messa della sera l’ultima cena. Giovanni racconta in modo diffuso e ben pensato la moltiplicazione dei pani, ma non racconta l’ultima cena. O meglio, dell’ultima cena non enfatizza il rito della Pasqua ebraica come fanno gli altri evangelisti. Di fatto con Gesù il rito pasquale degli ebrei viene come infranto. Si parla infatti di una nuova ed eterna alleanza. Giovanni ricorda un gesto insolito: Gesù che prende un catino, dell’acqua, si mette un grembiule e lava i piedi ai presenti. Gesto imbarazzante per chi lo fa e, in questo caso anche per chi lo riceve. Farsi lavare i piedi da uno importante e amato come Gesù fa reagire e Pietro ne è la prova. Prova della fatica che è accogliere un dono, lasciarsi andare alla generosità dell’altro, senza approfittarne. Dimensioni quelle del dono e della gratuità che stentano a diventare umane in noi e nel nostro tempo. Eppure la passione, la morte e la resurrezione di Gesù, non insegnano altro.

Preghiamo per teresa.

3 pensieri su “giovedì 18 aprile

  1. sr Alida

    Le dimensioni del dono e della gratuità ,la passione di Gesù …amò i Suoi sino alla fine …ce ne dà l’esempio…Donami Signore l’umiltà del cuore per un servizio umile e silenzioso ,il tuo modo di servire ,di accogliere e donare ,la Tua passione per l’uomo e per la vita ….mentre prego per Teresa ,prego per tutti i sacerdoti in particolare per quelli che conosco ,per don Sandro e don Roberto ,per Papa Francesco …

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  2. sr rita

    Quello che succede nell’ultima cena è solo da contemplare. Un amore così solo Dio poteva pensarlo. E avvenne per noi, anche oggi. Preghiamo per i sacerdoti contenti e per quelli che sono in situazione tragica interiormente. La cena di Gesù ha accolto santi e traditori. E noi siamo un poco tutti così.

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  3. Elena

    Amore e servizio, amore è questo chinarsi davanti all’altro e prendersene cura. Anche negli aspetti, a volte più difficili. Forse non riusciamo a farlo proprio con tutti, ma Gesù ce lo ricorda continuamente e lo fa in modo esemplare la sera della cena. Preghiamo per tutti coloro che si abbassano davanti agli altri e ne accolgono le fatiche e le fragilità. Unisco la mia preghiera per le intenzioni di ciascuno!

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