giovedì 10 novembre

di | 9 Novembre 2016

fiori Siracide 38,16-23

16Figlio, versa lacrime sul morto,
e come uno che soffre profondamente inizia il lamento;
poi seppelliscine il corpo secondo le sue volontà
e non trascurare la sua tomba.
17Piangi amaramente e alza il tuo caldo lamento,
il lutto sia proporzionato alla sua dignità,
un giorno o due per evitare maldicenze,
poi consólati del tuo dolore.
18Infatti dal dolore esce la morte,
il dolore del cuore logora la forza.
19Nella disgrazia resta il dolore,
una vita da povero è maledizione del cuore.
20Non abbandonare il tuo cuore al dolore,
scaccialo ricordando la tua fine.
21Non dimenticare che non c’è ritorno;
a lui non gioverai e farai del male a te stesso.
22Ricòrdati della mia sorte, che sarà anche la tua:
ieri a me e oggi a te.
23Nel riposo del morto lascia riposare anche il suo ricordo;
consólati di lui, ora che il suo spirito è partito.

Commento

Anche questo brano ha una sua originalità. Esso infatti ci parla di come affrontare il lutto per la morte di una persona cara. Suddivido il testo secondo queste indicazioni. Il lutto e il dolore per la perdita di una persona sono necessari. È importante cioè che l’uomo non tenga tutto dentro diciamo noi, ma possa vivere il lutto. Meglio ancora se questo buttar fuori il lutto passa attraverso la possibilità di essere ascoltati e di vivere dei gesti rituali che aiutano. Stare accanto ad uno che prova dolore non è facile ma è importante. Ed ecco l’altra indicazione. La necessità di trovare consolazione per la pena che si prova. Cioè non rimanere soli con il proprio dolore, avere amici veri e saggi è fondamentale in questi momenti. Ancora, viene chiesto di non abbandonarsi alla tristezza del dolore. Questa mi sembra una nota importante. Per quello che l’uomo può e nel limite delle sue forze deve reagire al dolore. Non può annegarci dentro. Credo che siano tutte indicazioni che hanno il loro valore, che in qualche modo ci dicono che il dolore per la morte di qualcuno va affrontato, elaborato e superato. Un’ultima cosa: secondo Siracide il defunto non torna più e questo vuol dire che in qualche modo anche se rimane il legame di affetto e di memoria viene chiesto di “lasciar andare il defunto” di non trattenerlo, magari inventando forme strane per avere sempre vicina la compagnia della persona che ci ha lasciato. Si tratta invece di un distacco, di un arrivederci, di un saluto carico di affetto e di memoria. Quello del morire è per tutti il grande ultimo passaggio o come dice la sacra scrittura nella versione ebraica: l’ultima grande slegatura della vita.

Preghiamo

Anche se con un po’ di fatica preghiamo per il nuovo presidente americano

3 pensieri su “giovedì 10 novembre

  1. sr Rita

    Il rapporto coi morti è sostenuto dall’affetto, dalla dignità, dalle sue volontà….Ma ciò che veramente mantiene un rapporto coi morti è sapere che la vita non muore e che ogni vita ha a sua autonomia. Lo stare vicino a chi soffre sia una manifestazione di amore, di sincerità, di speranza così che il dolore proprio e altrui sia un nuovo modo di vivere la relazione.
    Preghiamo per chi è solo nel suo dolore.

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  2. Elena

    Com’è vero quello che suggerisce Siracide!
    Il lutto va accompagnato, vissuto, attraversato e superato. Chi muore non torna, ma col tempo può diventare una compagnia dolce il suo ricordo, pur lasciandolo andare… Ci vogliono coraggio e forza anche per affrontare un lutto, come in tutte le cose della vita. E anche il lutto e la morte sono realtà delle nostre vite. Molto chiaro è il messaggio “oggi a te, domani a me”. È un destino comune, perciò dobbiamo farcene una ragione. Mi sono appena svegliata pensando alle ultime ore di vita del mio papà, ricordando che aveva tutti noi figli intorno e anche se aveva tanto dolore, sapeva di avere tutto il nostro amore. Penso che sia bello e giusto fare in vita tutto ciò che è possibile fare, con amore, per chi poi se ve va prima. E poi è importante dargli il permesso di andarsene…. Perché nessuno appartiene radicalmente agli altri, e la vita è un dono di Dio, che torna Lui. Impariamo ad essere generosi anche nel lutto e nel nostro dolore…
    Prego per chi piange un lutto, per il popolo Americano e perché chi amministra il governo di un paese, lo faccia con saggezza e delicatezza.

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  3. sr.Alida

    Di fronte ad un lutto la vita non è piu’ la stessa ,la mancanza della persona cara ,il lasciarla partire ,condiziona il nostro vivere ,ma non lo definisce ,vale a dire ,che ciò che abbiamo condiviso ,i momenti belli ,diventano nello scorrere dei giorni non nostalgia,ma affetto ,ricordo vivo di ciò che abbiamo imparato …pensando le persone care nel Signore….L’essere vicino a chi è in lutto richiede delicatezza ,silenzio ,ascolto ,preghiera …Prego per chi non riesce ad accettare e elaborare un lutto ,per chi è solo nel proprio dolore …unendomi alla preghiera per chi governa le nazioni .

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