entropia

di | 20 Maggio 2020

Non me ne vogliano i grandi studiosi di queste cose per quanto sto per scrivere. Sappiamo che siamo semplici apprendisti, ma anche noi in cooperativa ogni tanto usiamo parole serie e facciamo discorsi impegnati. Ieri abbiamo parlato dei vari protocolli legati al covid 19 e alla fine di tutto ne è venuta fuori la parola entropia. Il buon Manuel mi guarda stralunato e mi dice: che roba è! E qui ne è venuta fuori una piccola discussione – dialogo proprio sull’entropia. Di fatto abbiamo scoperto che in cooperativa andiamo verso il massimo del disordine. Il termine entropia significa trasformazione, cambiamento, rivolgimento venne coniato agli inizi del XIX secolo, nell’ambito della termodinamica, per descrivere la graduale e spontanea degenerazione di un sistema verso il massimo disordine eccone uno dei principi legati alla termodinamica: “È impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia quello di trasferire calore da un corpo più freddo a uno più caldo senza l’apporto di lavoro esterno”. E l’apporto esterno è qualcosa che produce calore. Si trasforma altro per produrre qualcosa di nuovo. Con la terra abbiamo fatto così: continuiamo a prendere materie prime per produrre nuove cose. E in questo modo abbiamo creato il caos totale, abbiamo perso tutti gli equilibri. Noi in cooperativa abbiamo tradotto questo principio così: “bisogna portare i guanti, quindi li compriamo nuovi”. “Ma ci sono già” dico io. “Dove sono” dice un altro e io dico “ in giro per la casa nel massimo disordine. Quindi se ne compriamo ancora di nuovi faremo altro disordine. Il problema non è accumulare guanti, ma tenerli in ordine. Entropia spicciola che noi qui alla cooperativa capiamo bene. Capite che questo è il vero problema? Non basta dire acqua non più nella plastica, ma nel vetro che poi ho in casa 20 bottiglie di vetro e 20 borracce con le marche dell’ ultima moda, perché l’acqua va sì nella borraccia e non nella bottiglia di plastica, ma deve essere una borraccia all’ultimo grido.  Il problema sta non nell’ accumulare, ma nel risparmiare  acqua e vetro, una borraccia mi basta e una bottiglia mi basta. Non basta dire automobile elettrica, che poi ci sono gli scarti delle batterie per il mondo intero. Ma usiamo in modo diverso l’auto, almeno in città. Questi sono i cambiamenti per il futuro. Non accumulo di cose, ma semplificazione della vita. Mamma mia dove ci ha portato l’entropia. Guardo il nostro ufficio: non basta dire fogli di carta ecologici se poi vi è il massimo dell’entropia, disordine, con tutti i fogli sparsi qua e là che poi alla fine sono da buttare. Ma usiamo con serietà e attenzione i fogli. Il problema dell’entropia è legato al non accumulare e al non disperdere quelle energie vitali che ci servono per vivere, ma di conservarle facendone buon uso. Un uso parsimonioso delle risorse della terra. Questo è il vero cambiamento! Questo ragionamento lo si può applicare alla sociologia e allora abbiamo una tendenza al livellamento della società fino all’esplosione dei conflitti. Nell’ economia  abbiamo una irreversibilità dei processi produttive fino all’esaurimento delle risorse naturali e al disastro ambientale. Nella chiesa è la riproduttivatà indiscriminata di cose da fare, fino a creare un troppo di cose,  faticoso da reggere. E nell’universo? L’entropia indica la misura della graduale dispersione di energia e materia fino alla morte termica dell’universo. È chiaro che tutto sembra narrare di un mondo non solo complesso, ma, viste le condizioni attuali che ha bisogno di un nuovo modo di costruire le relazioni a tutti i livelli. Questo sarà il vero cambiamento, non passare solo dalla plastica al vetro, ma risparmiare acqua!

3 pensieri su “entropia

  1. Anonimo

    e come la mettiamo con il nostro Buona Seminatore che disperde il seme con il massimo di entropia, anche dove non serve?
    e che lascia crescere grano e zizzania fianco a fianco nel massimo di entropia?
    ciao Cesare

    Rispondi
  2. Miriam

    È proprio cosi caro don Sandro…risparmiare acqua…terra… le risorse naturali…ma anche il tempo…che è la nostra risorsa. Cerchiamo di non accumulare impegni e moltiplicare “cose da fare”…finiamo per non esser più padroni del nostro tempo cioè della nostra vita: avremo più tempo per pensare, meditare, pregare. Il tempo è vita.

    Rispondi
    1. Giuliana

      Il tempo ti permette di pensare e riflettere, diversamente I pensieri si accantonato caoticamenye perché non si ha tempo. Forse è il tempo Grazie allo “stiamo tutti in casa” che ha permesso a quel ragazzo 17nne di rifiutare una somma miliardaria per una sua applicazione rivoluzionaria riflettendo che non sono i soldi a rendere felici, che non è giusto speculare su una pandemia…… Insomma la rincorsa al denaro spesso ci priva del tempo e di etica. Ho fiducia in questi giovani e mi rincuorano. Ciao Giuliana

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.