domenica 9 agosto

di | 8 Agosto 2020

19 domenica T. Ordinario dal vangelo di Matteo

«Subito dopo costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. 23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. 25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. 26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. 27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». 28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». 29Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». 32Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!»

Commento

Pietro vuole imitare Gesù e affonda. La fede non è questione di imitazione ma d’identificazione. Non siamo chiamati ad imitare il Cristo, ma diventare Cristo. Imitare significa agire sul comportamento e gli atteggiamenti, sulla superficie, ma la sostanza, l’essere rimane indifferente. Pietro vuole camminare sull’acqua perché crede che essere discepolo significhi compiere azioni eccezionali, e il risultato è tragico: annaspare nel vuoto. Pietro diventa discepolo non perché ha imitato Gesù ma perché gli ha teso la mano e si è lasciato riportare a casa. Solo l’amore è trasformante, non una morale. Pietro diviene così immagine del discepolo che sperimenta sì la sconfitta e il limite, comprendendo però che la salvezza si risolve in un abbraccio previo. Dopo il fallito tentativo, Gesù non dice a Pietro ‘uomo poco coraggioso’, ma ‘uomo di poca fede’. Il contrario della paura non è il coraggio ma la fede. Dinanzi alle tempeste, agli sconvolgimenti esistenziali che ci percorrono, non è questione di mostrare più coraggio, ma un abbandono alla vita, al qui ed ora. Questo non significa sperimentare  un Dio che agisce al posto nostro, o che ci toglie le castagne dal fuoco, ma un Amore che ci  colma della sua presenza, facendoci sperimentare al contempo insospettate energie interiori che alla fine scopriremo avere il medesimo nome di Dio.

Preghiamo

Preghiamo per l’Africa

3 pensieri su “domenica 9 agosto

  1. sr rita

    Pietro, come buon discepolo, vuol andare dove si trova Gesù: sull’acqua.
    Ma quando distoglie o sguardo da Gesù e comincia a guardare il vento che soffia e l’acqua sotto i piedi, si smarrisce. A Pietro non è mancato il coraggio di camminare nel pericolo, ma la fede in Colui che lo aveva chiamato ad andare da lui, pur nel pericolo.
    Prego per i Sacerdoti che , nelle difficoltà, dubitano della forza di Dio e cadono nelle proprie paure.

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  2. Elena

    Prego con voi per chi ha paura, per chi vive una fede di superficie, per chi dubita, sia esso sacerdote o laico. Prego per le intenzioni custodite in ogni cuore e per Cesare.

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  3. sr Alida

    Signore ,salvami ….Tese la mano …Tendere la mano e lasciarsi riportare a casa in quell’abbraccio di Gesù ogni volta che abbiamo bisogno di aiuto chiedendo anche per gli altri …nella fede che diventa abbandono alla vita nel qui ed ora ….Prego con voi per l’Africa,per tutti i sacerdoti .

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