composizione 8

di | 8 Agosto 2020
composizione 8

Insisto sul mio Kandinski che vuole creare opere d’arte astratte, ma che sanno di musica, di danza, di segni, di colori. Attraverso queste composizioni egli vuole arrivare non solo alla materia, ma allo spirito. E qui mi fermo nella descrizione. Questa che Kandinski chiama composizione 8 io la chiamo tregua. Tregua rispetto alla confusione di ieri. Non posso continuare in questa confusione di sentimenti così contrastanti tra di loro. Devo porre un argine, una tregua. Devo fermare tutto. La guerra non è vinta, la confusione non è passata, ma mi devo fermare un attimo. Devo tirare il fiato. È come quando dopo giorni di battaglia, si chiede la tregua, per raccogliere i feriti e rifiatare un attimo. Sono a villa plinia a predicare gli esercizi spirituali alle suore delle poverelle.  E uno potrebbe dire che bello, finalmente pace. Ed invece no. È solo tregua.  Il quadro di Kandinski con quelle linee un po’ più precise, più ordinate, di quelle di ieri, mi  ha dato l’idea di una tregua. E quindi mi fermo. Cosa vuol dire fare tregua, dopo la confusione dei giorni precedenti? Non vuol dire aver risolto qualcosa. anzi… vuol dire che non posso continuare a regnare nella confusione, perché sta cosa della confusione mi rende tutto complicato. Vuol dire che dico alla confusione: fermati un attimo, riprendiamo le ostilità tra qualche giorno. Intanto ritirati nel tuo accampamento, che io mi ritiro nel mio. Non vuol dire che sono andato in ferie, che mi sono preso una pausa. di fatto anche oggi ho fatto un sacco di cose. Vuol dire semplicemente che ho provato a mettere un argine alla confusione, per non lasciarla dilagare nel mio cuore, come un fiume in piena. Come ho fatto? Ho cercato di pensarci il meno possibile, non ho permesso alla confusione di prendere la mia vita, ho sentito che ce la potevo fare, ho sentito la vicinanza di amici. Ma soprattutto ho permesso alla mia vita di sentire tutta la mia confusione, non mi sono nascosto ad essa. E questo mi ha permesso di fare tregua. Non è l’accordo di pace, non è un patto di alleanza con la confusione, ho solo detto: tregua. La tregua non è nemmeno alzare bandiera bianca, questa si chiama sconfitta. Tregua è tregua e basta. è come il genitore con il figlio e viceversa. sì è sempre in lotta, ma ogni tanto bisogna dire tregua. la tregua mi serve per prepararmi alla nuova battaglia con la mia confusione. Chissà se tra i quadri di Kandinski ve n’è uno che posso chiamare pace. Per me no, perché io, o sono in prima linea con la mia confusione, o sono in accampamento per una tregua, pronto a ripartite per il campo aperto della prossima battaglia. Penso che sarà così per tutta la vita. penso che non ci sarà un Kandinski che mi farà fare pace con la mia confusione, ma almeno tregua sì

2 pensieri su “composizione 8

  1. Miriam

    La tregua per me è quel tempo e quello spazio di allontanamento dalla situazione di difficoltà… tensione…. malessere. È necessario prendersi del tempo e allontanarsi anche fisicamente… ci si stacca dal quotidiano anche per non restare legati a un ménage frustrante. Da lontano si ha più possibilità di cogliere sia i punti deboli che le potenzialità per poi riprendere il cammino con nuova consapevolezza del proprio esistere.

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  2. Pinuccia

    Quanto sento vicino al mio cuore questa confusione.., che la tregua ci porti un po’ di armonia.

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