domenica 21 febbraio

di | 20 Febbraio 2016

trinità 2 domenica di quaresimaDal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!». Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Commento

Dal deserto delle tentazioni al Tabor monte della luce e della trasfigurazione; Ciò che è avvenuto in Cristo avverrà in ciascuno, lui è il volto ultimo, luminoso e  alto dell’uomo, che traspare dalle ferite e dai graffi della vita, come da misteriose feritoie. Il racconto della trasfigurazione è collocato in un contesto duro e difficile: Gesù ha appena consegnato ai suoi il primo annuncio della passione: il figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato, venire ucciso. E subito, dentro quel momento di oscurità, il vangelo ci regala il volto di Cristo nella luce, su cui tenere fissi gli occhi per affrontare il momento in cui la vita si fa difficile. Gesù salì su di un alto monte a pregare. La preghiera è mettersi in viaggio: destinazione il calvario e il giardino della resurrezione quasi un battesimo di passione e  luce. Mentre pregava il suo volto cambiò di aspetto. Pregare trasforma. Pregare cambia il cuore, tu diventi ciò che contempli, ciò che ascolti, ciò che ami, Colui che preghi: è nel contatto con il Padre che la nostra realtà si illumina, e appare in tutta la sua lucentezza e profondità. In questa preghiera in mezzo alla luce emerge una sola parola: ascoltatelo, ascoltate mio figlio. Il cristiano non si ferma a guardare il mistero della luce (Signore è bello per noi stare qui) ma mette in atto un ascolto obbediente del Figlio amato. Si tratta di un ascolto che diventa sequela fino alla croce.

Preghiamo

Preghiamo per la pace nel mondo

3 pensieri su “domenica 21 febbraio

  1. sr Rita

    Pietro, Giacomo e Giovanni sono i tre discepoli che Gesù ha voluto vicino a sé in alcuni momenti particolari della sua vita. E chissà come mai, questi tre “prediletti”, quando succede qualcosa di grande a Gesù… dormono. Così adesso sul Tabor, invece di ascoltare la conversazione sulle Scritture e su ciò che stava per succedere a Gesù nella passione….loro dormono. Poi li ritroviamo nel Getsemani, mentre Gesù agonizza e suda sangue…loro, invitati da Gesù a pregare, dormono. Allora non basta essere stati scelti e prediletti…per condividere quello che Gesù vive. Essere discepoli richiede di” amare Gesù con amore non di sola ammirazione, ma con amore di abbracciamento,” per dirla col beato Palazzolo.
    Preghiamo perché noi discepoli di oggi, sappiamo vegliare con Gesù.

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  2. Elena

    È una delle pagine più belle della Parola: contiene movimenti, ascesa, dialogo, meraviglia e quella luce gloriosa a cui tutti desideriamo ricongiungerci, con tutti i nostri cari del passato e del presente. E cosa faccio, io essere umano? Dormo. Come ricorda sr Rita, l’uomo, anche il più vicino a Gesù, non riesce a sostenere il ritmo degli eventi e dorme. Mi vien da sorridere di me stessa se penso a quante volte mi sono ” addormentata” sulla cristianità e sulla mia stessa vita, incapace di fare un passo o un movimento positivo. Aspettando che altri o la vita stessa facessero al mio posto.Sicuramente l’adesione piena al Cristo è un movimento forte, una strada in ascesa, ma lo slendore e la gioia in cambio sono spropositatamente grandi per un piccolo essere umano, tanto da colmare ogni vuoto, ogni pieno e oltre…
    Elena

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  3. sr.Alida

    Sono splendidi i vostri commenti ,grazie !Rifletto pensando al Tabor in Terra Santa,ma ci sono monti simili anche da noi.Dal deserto al monte,dalla nube alla luce,e da essa una Parola impegnativa ,ma,segno dell’amore per il Figlio amato e per noi …Un annuncio di passione e di morte e una trasfigurazione…Mi colpisce e mi fa bene ,quando nella Bibbia la nube è presenza di Dio…e questi opposti …assomigliano tanto al nostro vivere…è vero a questo piccolo essere umano che sono ,non basta essere scelti ,occorre fare esperienza ,di questo incontro..ascoltare e vegliare.Mi ricordo una frase di Tonino Bello :”Trasportami dal Tabor della contemplazione ,alla pianura dell’impegno quotidiano ,se l’azione inaridirà la mia vita,riconducimi sulla montagna del silenzio”.Mi unisco alle intenzioni di ogii.

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