domenica 14 ottobre

di | 13 Ottobre 2018

home2Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Preghiamo

La domanda del giovane ricco tradisce una visione mercantile della salvezza, come se essa fosse un bene commerciabile. Ma la salvezza, dice Gesù, è un’avventura che nasce da un incontro, da una presenza, da uno sguardo. La salvezza dipende anzitutto da questo sguardo d’amore che nessuno può dire di meritare. L’iniziativa è sempre di Dio. Se il nostro sguardo è catturato dai beni, da quelli che si hanno o da quelli che si vorrebbero avere, saremo prigionieri dei beni. Ne sentiremo la tirannia e il ricatto. Vivremo nella paura di perderli o di non poterli mai avere. Se il nostro sguardo incontra lo sguardo del Cristo, l’impossibile può diventare possibile, anche quell’impossibile rappresentato dal distacco, non solo materiale ma affettivo, dai beni. Perché sarà un distacco non imposto da un precetto, ma dettato dall’amore. La vita eterna è un dono che ha bisogno di mani vuote perché sappiano accoglierlo. Le mani piene non possono ricevere più nulla. Solo le mani vuote si aprono alla grazia.

Preghiamo

Oggi paolo vi diventa santo. Che lui possa guardare la chiesa e il mondo con lo stesso amore che ha dimostrato nel tempo in cui è stato papa.

3 pensieri su “domenica 14 ottobre

  1. srAlida

    Gesù fissò lo sguardo su di lui e l’amò…..Bisognerebbe ritrovarsi ,in ogni situazione sotto questo sguardo e non scappare via….ritrovare li dentro la forza del cammino possibile …una preghiera per la sofferenza morale di Maria Grazia ,il ricordo di Paolo vi , doni speranza al nostro vivere.

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  2. sr Rita

    Gesù non ha bisogno di ulteriori cose da fare per offrire la vita eterna. Gesù, il BUONO, desidera che chi lo ama lo segua da vicino, lo ami davvero, si consegni a lui con fiducia e libertà. Non è bello ricevere una proposta di amore, come quella fatta da Gesù al ricco, e poi andarsene via triste. Penso che anche Gesù sia rimasto triste davanti alle spalle ricurve sotto il peso della ricchezza cui il ricco non riesce a rinunciare. I due Santi lombardi che oggi vengono canonizzati ci ispirino speranza in una santità possibile anche per noi, quindi in una vita felice.

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  3. . Elena

    Uno sguardo d’amore riempie la vita. Lo sa bene chi ha lasciato tutto per seguire chi ama o per seguire il Signore in una apparente povertà, perché poi in fondo si è ricchi di tutto, nella semplicità e nell’umilta’ del servizio. Uno sguardo d’amore cattura, ma filtra anche, perché l’amore crea legami forti, che hanno la priorità, e non tutti ce la fanno, non tutti reggono relazioni così forti, durature. Preghiamo perché sappiamo scegliere Te, Signore dallo sguardo d’amore, e per saperci staccare da beni e desideri effimeri. Perché anche i nostri possano diventare sguardi pieni d’amore, che danno luce, fiducia, gioia.Per Marina e sua sorella, che oggi a Roma festeggiano la santità di Paolo VI. Per chi soffre nell’anima, possa avere speranza che anche il suo dolore si plachera’ e trovi persone dallo sguardo amorevole e accogliente.

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