sabato 13 ottobre

di | 12 Ottobre 2018

la notte della sapienza chagallqoelet 12,1-8

[1]Ricòrdati del tuo creatore
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi
e giungano gli anni di cui dovrai dire:
«Non ci provo alcun gusto»,
[2]prima che si oscuri il sole,
la luce, la luna e le stelle
e ritornino le nubi dopo la pioggia;
[3]quando tremeranno i custodi della casa
e si curveranno i gagliardi
e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
perché rimaste in poche,
e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
[4]e si chiuderanno le porte sulla strada;
quando si abbasserà il rumore della mola
e si attenuerà il cinguettio degli uccelli
e si affievoliranno tutti i toni del canto;
[5]quando si avrà paura delle alture
e degli spauracchi della strada;
quando fiorirà il mandorlo
e la locusta si trascinerà a stento
e il cappero non avrà più effetto,
poiché l’uomo se ne va nella dimora eterna
e i piagnoni si aggirano per la strada;
[6]prima che si rompa il cordone d’argento
e la lucerna d’oro s’infranga
e si rompa l’anfora alla fonte
e la carrucola cada nel pozzo
[7]e ritorni la polvere alla terra, com’era prima,
e lo spirito torni a Dio che lo ha dato.
[8]Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
e tutto è vanità.

Commento

Siamo all’ultimo capitolo, all’epilogo del libro. I giorni tristi sono quelli della vecchiaia intercalati da quel prima, che con la conclusione: e lo spirito torni a Dio che lo ha dato. In questo ultimo capitolo si parla per la prima volta di Dio. e qui mi soffermo. ricordarsi del Creatore non è un pio invito a non peccare, che correggerebbe in senso molto moralistico le troppo ardite affermazioni dei versetti precedenti. Proprio di fronte alla certezza della vecchiaia e alla inevitabilità della morte, ricordarsi del Creatore significa imparare a gioire della vita che quel Creatore ha dato. Tale invito a gioire, rivolto ai giovani, non è una triste esortazione al godersi una vita troppo breve, prima che sia troppo tardi. La gioia fondata sulla memoria di Dio proprio creatore e coltivata nei tempi pieni della vita, costituisce l’unica possibile azione rispetto alla ineluttabilità dei tempi bui a venire, dei guai di vecchiaia e di tutti i mali possibili. Dio non è presentato come nemico della gioia, ma come amico e custode della vera e autentica gioia, ne è addirittura la fonte. Ironia delle parole ma non dell’esistenza: «una vita che vale la pena che sia vissuta» – «Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza» è così un consiglio che nasce da una certezza che rivela quanto Qoèlet sia profondamente ancorato nella fede del suo popolo: nel pensiero della sua fine l’uomo scopre così il progetto iniziale di Dio e ritrova, almeno in parte, la gioia; la vita vale perciò la pena di essere vissuta, nonostante la cruda realtà della vecchiaia e della morte, perché comunque è dono di Dio. Il ricordo del Creatore è il motivo migliore per continuare a vivere.

Preghiamo

Preghiamo per Marco.

3 pensieri su “sabato 13 ottobre

  1. srAlida

    Nella tua giovinezza ricordati del tuo Creatore..Far memoria ..custodire .. ringraziare .e ritrovarsi nel Signore è di tutte le età….è vero che il tempo va riempito di memoria e di presenza….
    Un conto è vivere ,un conto è vivacchiare .Scoprire che la vita in tutti i suoi aspetti è dono …Donaci di non sciupare nessun tempo insieme a questo dono per Marco e per tutti i giovani perchè scoprano il senso vero della vita . un ricordo ancora per il popolo.Brasiliano

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  2. sr Rita

    «Non ci provo alcun gusto». Sono nell’età della vecchiaia. Ascolto con interesse quello che dice Qoelet. Non mi ci ritrovo molto, per ora. Il trovare gusto o non trovare gusto non è sempre questione di aver perso le capacità( a tutti i livelli). C’è gente che non trova gusto in niente a qualsiasi età. E c’è gente che gode di tutto anche nella vecchiaia. La relazione con Dio, cui accenna Don Sandro, è il filo rosso che permette di gustare tutto, anche nei momenti in cui cadono i denti, si perde la vista, scompare il piacere sessuale e così via. Dico grazie a Dio per tutto quello che mi ha dato e per quello che, un po’ alla volta, si riprende.
    Prego per Suor Cinzia che ieri ha compiuto gli anni. La sua vita sia piena di gusto.

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  3. . Elena

    Provar gusto, provare gioia, ritrovare nel Signore il pieno senso di ogni cosa che siamo, che facciamo, che viviamo…. a qualunque età e condizione, in qualunque tempo, è vivere fino in fondo il dono della vita.
    Preghiamo per chi è anziano ed ha perso ogni gusto per la vita, ma anche per chi lo mantiene con la leggerezza e la freschezza, e la saggezza, nonostante l’età. Una preghiera per Marco.

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