domenica 1 dicembre

di | 30 Novembre 2019
GIOTTO CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI PARTICOLARE DELLA NASCITA DI GESU’ E ANNUNCIO AI PASTORI

Domenica 1 dicembre 2019 – 1 domenica di Avvento – Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Commento

Con questa domenica, comincia il tempo di Avvento. Un periodo in cui siamo chiamati a ‘svegliarci dal sonno’. Viviamo da svegli un ‘sonno esistenziale’, e – cosa ancor più grave – il sonno della ragione. E sappiamo oggi, fin troppo bene, come il sonno della ragione generi mostri. ‘Vegliate dunque’, ci ripete Gesù. State attenti, aprite quegli occhi capaci di vedere lontano, e quel cuore in grado di interpretare il reale. Manchiamo di profezia, di grandi orizzonti, di respiri ampi. Tutto rischia di consumarsi nell’attimo presente.  Stiamo morendo per troppo quotidiano, come i contemporanei di Noè, che ‘mangiavano, bevevano’ e non si accorsero di cosa stesse per succedere loro. Viviamo intontiti, incapaci di costruirci quell’arca per staccarci da riva e prendere il largo, perché è per questo che siamo stati creati. Occorre essere naviganti che si muovono verso un orizzonte che per definizione non sarà mai conquistato. Perché a salvarci non sarà l’avere raggiunto la meta, ma aver vissuto appieno il viaggio. La vita ci è data per ‘farci arca’, attraverso il materiale dell’amore, della cura e della compassione
preghiamo

Preghiamo per Daniele

3 pensieri su “domenica 1 dicembre

  1. Sr Rita

    Svegliarci, oggi. Vigilare, oggi. Ascoltare oggi. Si potrebbero trovare molti altri verbi. Ma alla fine ciò che tiene svegli, perseveranti, udenti…è l’amore per la Persona che si attende e che sta arrivando. Avvento liturgico e avventi quotidiani sono la bella e amorosa attesa di Gesù. Questo amore rende saporosa ogni attesa e genera pazienza e creatività. Preghiamo perché per tutti noi ci sia un vero risveglio.

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  2. sr Alida

    Ecco che posso raggiungervi ,e condividere il grazie per la santità del Palazzolo ..Condivido che ciò che non passa e che vale rischia di perdersi nel presente ,una piccola luce di questi giorni è accorgersi quanta ricchezza c’è nel momento presente ,che sfugge nella superficie di ogni giorno,quanto bisogno ho ed abbiamo di restare svegli :ascoltare e vigilare …di vivere appieno il viaggio .Mi unisco alla preghiera di ciascuno e per Daniele ,per la salute di Alessandro e di Carlo .

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  3. Anonimo

    L’attesa è paziente, l’attesa e trepidazione, inquietudine. Non possiamo dormire se aspettiamo qualcuno che viene da lontano… Corpo, cuore e mente sono in fermento. Ora. Aspettare Gesù è farsi attesa vivace e operativa, è preparare il cuore e vivere in pienezza fino al giorno dell’incontro, coltivando amore, cura e fedeltà, fino a quel momento. Non è mai un’attesa astratta, è amore che diventa vita! Una preghiera per i cristiani che si preparano alla venuta di Gesù.

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