alba di parole

di | 19 Novembre 2020

L’alba spunta e incomincio ad usare parole. Sia perchè leggo, sia perché prego, sia perché celebro la messa. Sono parole addormentate. Poi ci sono le parole del mattino, sono quelle parole che servono per organizzare la giornata. Continuo con le parole urlate contro qualcuno. So di aver ragione, è solo il tono delle parole che non va bene. Poi ci sono le parole di spiegazione di idee, progetti, burocrazia, anzi queste sono parole di chiarimento. A tavola parole di commento dei fatti e parole leggere. Le parole delle riunioni in remoto, queste sono parole strane, forse un po’ fredde, ma oggi servono. In questo tipo di parole non invidio  le maestre e i professori. Mi fanno tenerezza, nella loro generosità di usare parole davanti  ai volti degli alunni rimandati da uno schermo. Sono grandi!! E per finire ci sono le parole del tramonto che sono parole stanche e di chiusura della giornata. Un oceano di parole. dimenticavo ieri ci sono state anche le parole di scusa per le urla, non per il contenuto delle urla. Parole, anche la cassiera al supermercato mi ha rivolto parole, domande e poi mi chiede di arretrare un attimo per via della sicurezza. Giusto, sono un po’ sbadato in queste cose. Oggi la giornata è stata proprio piena di parole. sono mancate parole di consolazione, di vicinanza. Oggi il tempo e gli incontri sono tutti per dire, fare, organizzare, diciamo che non c’è stato proprio l’occasioni di incontri di altro genere. Questo tipo di giornata mi sfianca e al tramonto chiedo solo silenzio. Non conto le telefonate fatte e ricevute. Lasciamo perdere. Ho imparato ad usare l’auto come ufficio per telefonare. Quando sono in giro chiamo l’uno e l’altro. Voi direte ma che caos. Però ditemi… non sono così anche le vostre giornate? indaffarati nelle parole del fare e dell’organizzare e poco in parole di ascolto e di consolazione. Siamo così, uomini e donne di tante parole, non sempre uomini e donne di parola, qui ogni tanto ci perdiamo. Nella giornata trascorsa secondo questo ritmo mi sento molto in sintonia con tutti voi. E vi è anche un altro particolare: come faccio a tenere a mente le cose che dico, che prometto e che decido di fare. in questo campo ognuno ha i suoi sistemi. Io cerco di scrivere il più possibile, ma poi perdo i fogli. Siccome voglio fare l’ecologico uso tutti fogli usati che poi immancabilmente lascio in giro per casa e quindi mi dimentico delle cose. Oggi mi viene in soccorso il cellulare che è diventato una specie di macchina che contiene di tutto: foto, appuntamenti, messaggi, note. Poi perdo anche queste e allora mi affido alla memoria che confonde le idee. Il mondo è anche questo: è alba di parole, giornata di parole, tramonto di parole. non apro la questione di come usiamo le parole. oggi mi limito a dire che ci sono dei giorni in cui sono come invaso dalle parole e invado gli altri di parole. mi domando se ci sarà un’alba in cui potremo usare solo parole sagge e di consolazione degli afflitti.

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