venerdì 9 dicembre

di | 8 Dicembre 2016

matisseSiracide 49,1-7

 Il ricordo di Giosia è come una mistura d’incenso,
preparata dall’arte del profumiere.
In ogni bocca è dolce come il miele,
come musica in un banchetto.
2Egli si dedicò alla riforma del popolo
e sradicò gli abomini dell’empietà.
3Diresse il suo cuore verso il Signore,
in un’epoca d’iniqui riaffermò la pietà.

4Se si eccettuano Davide, Ezechia e Giosia,
tutti agirono perversamente;
poiché avevano abbandonato la legge dell’Altissimo,
i re di Giuda scomparvero.
5Lasciarono infatti il loro potere ad altri,
la loro gloria a una nazione straniera.
6I nemici incendiarono l’eletta città del santuario,
resero deserte le sue strade,
7secondo la parola di Geremia, che essi però maltrattarono,
benché fosse stato consacrato profeta nel seno materno,
per estirpare, distruggere e mandare in rovina,
ma anche per costruire e piantare.

Commento

Il re Giosia, che regnò in Gerusalemme dal 640 al 609 A.C. è forse paragonabile alla grandezza del re Davide. Riportò il libro della legge con la grande alleanza del Sinai al centro della città di Gerusalemme. Riuscì a stabilizzare i confini del regno contro gli attacchi degli assiri e fece una grande riforma sociale del regno. In quel periodo si assiste alla rovina dell’impero assiro e alla formazione della nuova potenza che sono i Caldei. Mentre i popoli vicini pagano il tributo al nuovo impero, Gerusalemme fino a quando resiste si ribella e non paga. Questo fino al 587 a.c. quando Gerusalemme sarà distrutta. Il regno di Giosia sarà l’ultimo sussulto di queste piccolo regno, poi lentamente tutto andrà in rovina. Storie di popoli che nascono, crescono e muoiono. Il testo sacro dice che tutto passa e resterà solo la parola. Credo che la di là della storia di Israele in qualche modo dobbiamo diventare capaci di stare nella storia degli uomini, di conoscere le vicende che guidano il mondo, di saper discernere quello che c’è di buono dentro queste vicende storiche. Al riguardo sono importanti i profeti, che hanno proprio la funzione di fare memoria e di essere l’anima critica della storia. Ma soprattutto di ricordare al potere che non è assoluto, ma che è destinato a passare, di ricordare a chi governa che esiste una giustizia verso il povero. Il grande profeta del  tempo del re Giosia fu Geremia. Uomo inquieto, fu mandato da Dio per per estirpare, distruggere e mandare in rovina, ma anche per costruire e piantare, cioè per riportare il popolo al vero e unico Dio. Geremia pagò con l’esilio e la persecuzione questa sua determinazione della denuncia delle ingiustizie e dell’annuncio della venuta del Salvatore.

Preghiamo

Preghiamo per i monaci di Marango che ci stanno ospitando in questi giorni.

3 pensieri su “venerdì 9 dicembre

  1. sr Rita

    “Il ricordo di Giosia è come una mistura d’incenso, preparata dall’arte del profumiere”.
    Bellissima questa immagine del profumiere che prepara una mistura di incenso.. la nostra vita , una mistura di cose belle e fatidiose…ma il profumiere sa trarne una armonia che rende bella e profumata ogni relazione, ogni gesto di servizio…Prego di cuore per i monaci, chiara immagine di questa mistura che fa bene a quanti entrano in contatto con loro. Ringrazio anche il Signore per alcune poliziotte che quest’anno hanno offerto un corso per costruire bambole alle nostre bambine e questo pomeriggio sono state con noi preparando una cena deliziosa, facendo una comparsa vestite da principesse per rendere “lieve” la vita non sempre facile delle nostre bambine. Che Dio le benedica. Sono state una buona mistura di incenso per noi.

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  2. Elena

    L’essere umano psssa e attraversa la storia, tra bene e male. Ma il tenere in equilibrio ed armonia un periodo storico è cosa ben difficile. In mezzo a tante rovine, però c’è sempre qualcosa di buono, di bello, di valido. Ci siano dati occhi e cuore oer coglierli e farli propri. Prego oer tutti coloro che operano il bene e per i monaci di Marango, puntini luminosi che a volte ci accompagnano.

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  3. sr.Alida

    ” Diresse il cuore verso il Signore in un’epoca d’iniqui riaffermò la pietà ”
    Non ci sono motivi per dire che in questi tempi non si può migliorare e camminare ,uomini e donne di Dio ce ne danno testimonianza…anche al giorno d’oggi,non c’è tempo che non possa dirigere il nostro cuore al Signore…Ogni tempo ha qualcosa di buono e di bello nelle sue vicende.
    Penso sia la fede ricevuta in dono e alimentata ,che cambia il nostro sguardo e modo verso il quotidiano e rende possibile la nostra umile e talvolta coraggiosa risposta …Con gratitudine ricordo al Signore i monaci di Marango , anche per chi dona un pò di speranza agli ospiti delle nostre case.

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