venerdì 7 giugno

di | 4 Giugno 2020

At 1,15-26                                                                                 15 In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era di circa centoventi – e disse: 16 «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. 17 Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. 18 Giuda dunque comprò un campo con il prezzo del suo delitto e poi, precipitando, si squarciò e si sparsero tutte le sue viscere. 19 La cosa è divenuta nota a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e così quel campo, nella loro lingua, è stato chiamato Akeldamà, cioè “Campo del sangue”. 20 Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti, e il suo incarico lo prenda un altro. 21 Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, 22 cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». 23 Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. 24 Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto 25 per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». 26 Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Commento

Premesso che il tirare a sorte che è narrato nel testo non è un gioco, ma il tirare a sorte è anticipato dalla preghiera della comunità e quindi non è un atto magico, ma un atto di affidamento. il significato di questo gesto di preghiera e di tirare a sorte porta all’elezione di Mattia che va a ricomporre il numero dei 12 apostoli. In questo numero 12 non vedo solo il numero delle 12 tribù di Israele oppure le 12 colonne su cui è fondata la chiesa. Vedo soprattutto una chiesa che è un fatto di comunità. Non c’è il singolo apostolo, vi è una comunità che cresce insieme. Diremmo vi è una sinodalità, cioè una chiesa adunata insieme, che prega insieme, che pratica la carità insieme. Siamo abituati a mettere al centro Pietro e Paolo, ma qui è un intera chiesa che si muove. Il testo di oggi vuole anche chiudere con la vicenda di Giuda. La cosa che colpisce nelle parole di Pietro è che la Parola non è estranea al male, nel senso che essa porta a compimento le vicende degli uomini e nelle vicende degli uomini vi è il bene e il male. Addirittura il dramma di Giuda accelera il tempo della realizzazione piena della vita di Gesù con la sua croce. Forse la Parola sa trasformare anche il male in un’occasione di bene. Dico questo con molta attenzione perché entro in un terreno che non mi compete e che non conosco, quello della misericordia di Dio e della sua salvezza. Dico che non mi compete perché io posso solo ricevere come dono la salvezza di Gesù e il mistero della misericordia di Dio è mistero che solo lui conosce. In quell’”amico con un bacio tradisci il figlio dell’uomo” non è che forse vi è un’ apertura alla misericordia anche per Giuda?

 Preghiamo

Preghiamo perché cessino tutte le violenze e le intolleranze razziali.

2 pensieri su “venerdì 7 giugno

  1. Elena

    Ciò che leggo oggi, è la presenza di Dio in tutta la vita degli uomini. In tutte le vite di allora, in tutte le nostre oggi. Ogni vita è un crogiuolo di bene e di male, di cose onorevoli e benefiche e di miserie. Ma Dio entra nella vita di chiunque, entra in relazione con ciò che siamo, come singoli e come comunità, leggendo sin da prima del tempo di ognuno, la vita che sarà. Ti affidiamo le nostre vite, perché individualmente e come comunità,Tu possa farne qualcosa di buono.

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  2. sr Alida

    Che il Suo sguardo di misericordia ,di perdono di tenerezza ,amore possa avvolgere ogni cuore,così come è ….nelle varie vicende del mondo ,della Chiesa stessa …e cessino violenze e intolleranze razziali …Ognuno valorizzi il compito prezioso ricevuto ,con umiltà e riconoscenza .che svolge per l’intera umanità …

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