venerdì 30 ottobre

di | 29 Ottobre 2020

Mc 12,18-27           

18 Vennero da lui alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: 19 «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 20 C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. 21 Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, 22 e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. 23 Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». 24 Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 25 Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. 26 Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? 27 Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Commento

Altro dialogo, questa volta con i sadducei; altro tentativo di mettere in scacco Gesù. Questa volta era sul discorso della resurrezione. I farisei ci credevano,  i sadducei no. Farisei e sadducei sono diverse caste sacerdotali che erano presenti al tempo di Gesù. L’esempio portato dai sadducei era un caso che poteva presentarsi. Si trattava delle legge del levirato. Siccome il marito doveva dare la discendeva, se la moglie rimaneva vedova passava al fratello, proprio nell’intendo di dare una generazione. Ma voi capite bene che l’esempio che portano i sadducei ha dell’assurdo. Sette fratelli senza lasciare discendenza. Se vi è resurrezione di quale dei 7 è la moglie? Capite bene che la cosa non sta in piedi. Ma Gesù ne approfitta per dire una grande verità. Gesù ribatte proprio con l’affermazione che la risurrezione scioglie l’esistenza dal vincolo assoluto della fecondità, perché la vita non scompare nella morte, che è la porta della vita senza fine, nella pienezza di Dio. Mi sembra che questo riscatti anche l’unione nuziale da una dimensione ristretta – e sostanzialmente maschilista – quale viene descritta da questa assurda parabola sadducea. Il matrimonio è la celebrazione della relazione d’amore che unisce Dio all’umanità. E per questo mi pare emerga che per la fede cristiana il fine supremo del matrimonio è l’amore tra lo sposo e la sposa. Amore che è pienamente espresso e celebrato anche se non è accompagnato dalla generazione di figli. Bellissime la parole del marito di Anna, nel libro del profeta Samuele, che chiede a sua moglie se lui non meglio per lei di 10 figli.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coniugi

3 pensieri su “venerdì 30 ottobre

  1. sr Alida Pirola

    Matrimonio :l’amore tra Dio e l’umanità.. In questa prospettiva positiva e grande fa o Signore che ritrovi o il senso del nostro essere e operare. Con voi prego per tutti i coniugi.

    Rispondi
  2. Elena

    Sono vedova. Ho amato e amo molto e nel corso del tempo, pur senza l’uomo della mia vita, ho sperimentato che l’amore è qualcosa che va ben oltre ogni vincolo e ogni credenza. E oltre ogni uomo e donna. Ci permea, ci attraversa riempiendo le nostre esistenze di bellezza e di gioia. So che ritroverò il mio sposo oltre la soglia, e so che ritroverò tutte le persone che ho amato e che amo, per poco e per tanto tempo. E sarà sempre così, un amore pieno e libero nel Signore. Vivere l’amore è una condizione dell’anima, dov’è il confine tra la vita e la morte? Forse che non amiamo chi non è più con noi? Anche io ho avuto due mariti, ma non mi pongo il problema dei Sadducei, perché l’amore va ben oltre le nostre domande e l’amore riposto in Dio, attraverso tutto ciò che amiamo, trova già così ogni risposta e ogni completezza.
    Prego per gli sposi e per tutti coloro che si amano.

    Rispondi
  3. Dania

    Quando mi sono sposata a soli 22 anni sul libretto della celebrazione c’era uno scritto bellissimo che ho riscoperto : “sposarsi ogni giorno” … “per giungere davanti a Dio come due mani giunte nella preghiera”. L’ho sintetizzato e forse banalizzato ma ciò che diceva è vero e lo scopro, interrogo e cerco di riconfermare ogni giorno. Mi unisco alle vostre preghiere affinché la benedizione di Dio scenda sulle persone che si amano e su ogni forma e dimostrazione del Suo amore.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.