venerdì 28 luglio

di | 27 Luglio 2017

home2Genesi 3,14-24                                                                                                                                                                                                  

14 Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. 15 Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno». 16 Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». 17 All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. 18 Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. 19 Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!». 20 L’uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi. 21 Il Signore Dio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì. 22 Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!». 23 Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. 24 Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita.

Commento

Domanda di fondo: questa è una condanna per il peccato dell’uomo, oppure è la descrizione della natura dell’uomo e della sua vicenda storica ormai separata da Dio e fuori dal giardino? È forse  la condizione della relazione umana sempre segnata dalla fragilità della sua condizione? Gli elementi di questa faticosa relazione tra uomini sono il dolore, il conflitto, l’inimicizia, la fatica,  la cacciata dal giardino di Eden che rimane ora solo un sogno chiuso. Il percorso umano è segnato da un sogno, un paradiso. Non diciamo forse che la realtà che viviamo non ci basta mai? Ne vorremmo una diversa? Ma proprio perché questo sogno è chiuso, ecco che tutto è segnato dalla fatica e dal conflitto. La relazione tra uomini e donne è segnata da sogno, desiderio, passione, violenza, amore, odio, unione e separazione. In un miscuglio assoluto di uno con l’altro. E Dio cosa può fare? Costruisce delle tuniche di pelle e copre l’uomo. Dio non condanna l’uomo ma lo copre con la sua infinita misericordia. In questo testo che pone le basi del conflitto e dell’inimicizia umana, emerge da subito la presenza di Dio.  L’uomo si è impadronito peccaminosamente del mistero del bene e del male, e così si è fatto dio a se stesso. Allontanarlo dal giardino e dall’albero della vita, e consegnarlo alla fatica della terra fuori dal giardino, significa costringerlo ad accettare i limiti inevitabili che il peccato gli impone, senza le illusioni di un potere che non potrebbe che essere maligno. La sanzione della morte resta il segno assoluto della lontananza dell’uomo da Dio, lontananza che solo il Figlio di Dio, nuovo Adamo, potrà togliere con il dono della salvezza.

Preghiamo

Preghiamo per Giuliana

3 pensieri su “venerdì 28 luglio

  1. sr Alida

    Dio non condanna ,lo copre della Sua infinita misericordia…..Dio dà sempre nuove possibilità ,ha fiducia in noi ..Ecco l’uomo è diventato come uno di noi …Anche quì sembra che Dio non sia solo… Aiutaci ,Signore a riconquistare la vita ,e le cose semplici essenziali.
    finchè arriviamo all’Eden che hai custodito per noi . Una preghiera per Giuliana .

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  2. Sr rita

    Signome renditi custodi della vita e n ok n padroni
    Coprici con tuniche di pudore e umiltà affinché possiamo camminare vicini con fiducia.

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  3. . Elena

    La lontananza di Dio è già stessa un peccato, un dolore, una ricerca perpetua, un desiderio, un’inquietudine, una fatica. Coprici con la tua misericordia e anche solo con la tua ombra, perché è davvero troppo triste e vuota una vita senza la Tua presenza…. A volte la nostra anima ritorna in Eden, in assoluta armonia con il Creatore e il creato. Questa nostalgia profonda di una vita altra appena intuita… diventa la nostra speranza di ritrovarti, Signore!
    Una preghiera per Giuliana, insieme a voi….

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