venerdì 24 luglio

di | 23 Luglio 2020

At 13,13-25                                                                                  13 Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. 14 Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero. 15 Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagoga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!». 16 Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. 17 Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. 18 Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant’anni nel deserto, 19 distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra 20 per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuele. 21 Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Saul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant’anni. 22 E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”. 23 Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. 24 Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele. 25 Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”.

Commento

Credo interessante sperimentare anche nelle nostre comunità cristiane la possibilità  di invitare i fratelli e le sorelle ad esprimere “qualche parola di esortazione per il popolo”. Si potrebbe pensare a forme non sempre del tutto “impegnate”, ma anche di semplice comunicazione per la consolazione. Insomma lasciar parlare anche altri nell’assemblea liturgica.  Qui però ci troviamo davanti ad un certo riconoscimento ufficiale dell’autorevolezza spirituale degli ospiti venuti da lontano. Paolo fa la memoria della storia della salvezza. È molto importante quello che dice Paolo perché ci riporta alla nostra origine, alla nostra radice, che tra l’altro è il popolo ebreo. . La Parola di Dio  ci ricorda incessantemente l’elezione del Signore sulla nostra vita, e la nostra “risurrezione” dalla “schiavitù egiziana” del male e della morte, e la nuova vita lungo la quale ci ha incamminati. Ci ricorda la misericordia divina verso la nostra vicenda di peccatori. Ci ricorda il “combattimento” che Dio stesso compie per noi e con noi contro il Nemico, che non è più la realtà di nemici terreni, ma è l’unico grande Nemico dell’uomo, cioè il Signore del Male e della Morte, da abbattere con la buona battaglia della fede.. E tutto questo ha il suo compimento nel nostro incontro con Gesù. Noi quindi ci troviamo nella stessa via della salvezza profeticamente percorsa dai nostri padri nel cammino dei quarant’anni della loro vita nel deserto e ora percorsa da noi come segno e speranza dell’intera umanità sottratta al male e guidata verso la Terra Promessa della Risurrezione, e della Casa di nostro Padre.

Preghiamo

Preghiamo per le nostre comunità cristiane.

Un pensiero su “venerdì 24 luglio

  1. Elena

    Origini comuni nella fede, con altri popoli e con altre religioni. Già questo dovrebbe farci sentire fratelli e sorelle. Il parlare liberamente di Dio, della nostra storia comune in Lui ci avvicina e il confronto con gli altri ci arricchisce e ci stimola, anche quando la pensano diversamente da noi. Insegnaci a parlare di Te, Signore, spesso darti testimonianza ci spaventa e ci imbarazza.

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