venerdì 24 aprile

di | 23 Aprile 2015

home2Giovanni 6,52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Commento

Conoscono bene il significato di queste parole. Lasciarsi mangiare, essere dono, la carne di Gesù che si abbassa fino alla croce, fino all’umiliazione più bassa. Si umiliò facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce ed è una morte nella carne, nel corpo. Dal momento in cui accetti questa logica del dono sei come mangiato fino alla fine da questo mondo. Mangiato dai figli, dalle persone, dalle corse della vita, per servire la vita di altri  a volte con gli altri, altre volte per gli altri.  E poi magari quello che fai non va bene ancora, perché qualcuno chiede di fare in altro modo e poi ancora magari sei anche un po’ deriso. I più saggi dicono che devi decidere, devi saper fare bene i conti con te stesso, ma il dono conosce pochi conti. Insomma chi accetta di stare nella logica del dono a volte non passa momenti facili. Come Gesù sulla croce, pane donato per tutti, persona abbandonata, persona derisa. Si vorrebbe avere accanto qualcuno e poi? Scusate lo sfogo ma è una giornata così. Ci sta anche questo quando leggi il vangelo. In quel vangelo trovo  la mia vita che si confronta con la Parola. A volte questo confronto è consolante altre volte è….. come la lotta di san Giorgio con il drago: una lotta impari. Oggi forse ha vinto ha vinto il drago, domani tornerà a vincere la consolazione.

Preghiamo

Per tutte le persone anziane.

5 pensieri su “venerdì 24 aprile

  1. Tiziana

    “così anche colui che mangia me vivrà per me”

    ma ne sarò mai davvero capace?
    Lui pane e dono d’ Amore e di Vita, ed io…
    sarò almeno una briciola di pane spezzato e condiviso con e per gli altri?

    buona notte a tutti

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  2. suor Rita

    I Giudei discutono sempre. Prima perché vogliono il segno, poi perché non arriva il segno che vogliono…adesso non capiscono cosa vuol dire Gesù con quel” Mangiate la mia carne…bevete il mio sangue…”. Ci verrebbe da dire: Ma non siete mai contenti!!! Eppure, se ci mettiamo nei loro panni non è poi così strano che discutano animatamente. Cosa vuol dire per noi oggi – se non proprio noi che siamo un po’ vicini alla Parola di Dio – per la gente che incontriamo ogni giorno ” mangiare il corpo…bere il sangue—di Gesù”? Roba d’altro mondo!!! Certo, la Fede, la pratica religiosa ci aiuta un poco a intuire questo mistero grande di comunione che si realizza tra Dio e noi attraverso i segni piccoli del pane e del vino…ma vivere di questo, solo di questo…richiede ancora tempo, pazienza, umiltà, capacità di sopportazione…Tutte quelle cose che Don Sandro conosce e cerca di vivere, ma che qualche volta fanno sentire prevalentemente il peso.
    Una preghiera per chi non sa per chi vive.

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  3. Anonimo

    La condivisione più grande passa attraverso il dono di sè, il dono ogni fibra, di ogni tempo, di ogni circostanza. Difficile risparmiarsi quando si ama…
    E’ vero, a volte si finisce con l’essere esausti e sentirsi spremuti e centrifugati, ma, se ci penso bene, la vorrei una vita diversa?
    Non è forse molto di più quello che io ricevo?
    Forse, però, anche il volersi un poco di bene e avere cura della propria salute fisica e mentale (con sani stacchi e momenti di recupero) non può che apportare maggior benessere a chi ci circonda!. Il sacrificio, credo sia insito nell’amare qualcuno. E chi non ha vicino persone che necessitano del nostro esserci costantemente, come buon pane?
    Prego perchè la fede di ciascuno permetta di dare un senso profondo al cammino che si sta compiendo nell’ottica del dono di sè.
    E mi unisco a tutte le vostre preghiere, ringraziandovi perchè ci siete, ed i vostri pensieri condivisi sono pane quotidiano. Un pane buono…
    Un sorriso, Elena

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  4. Luca

    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui

    Nell’Eucarestia che riceviamo ogni domenica si rinnova questa promessa: il Signore ci fa spazio nel suo cuore e nel contempo entra nel mio quotidiano. Grazie!!!!

    Buona giornata a tutti!

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  5. Anonimo

    “Spendere la propria vita amando, pur nelle difficoltà la rende Vera!” Grazie don Sandro e grazie di cuore a tutti voi. Mi unisco alle vostre preghiere chiedendo al Signore di avere la forza di affrontare i momenti difficili sapendo di non essere soli! Nicoletta

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