venerdì 24 agsoto

di | 23 Agosto 2018

SAN PAOLO - LETTERE1 Cor 14,20-25                   

 20 Fratelli, non comportatevi da bambini nei giudizi; siate come bambini quanto a malizia, ma uomini maturi quanto ai giudizi. 21 Sta scritto nella Legge: Parlerò a questo popolo in altre lingue e con labbra di stranieri, ma neanche così mi ascolteranno, dice il Signore. 22 Quindi le lingue non sono un segno per i credenti ma per i non credenti, mentre la profezia non è per i non credenti ma per i credenti. 23 Se, per esempio, quando si raduna tutta la comunità, tutti parlassero con il dono delle lingue e sopraggiungessero dei non iniziati o non credenti, non direbbero forse che siete pazzi? 24 Se invece tutti profetassero e sopraggiungesse qualche non credente o un non iniziato, verrebbe convinto del suo errore da tutti, giudicato da tutti; 25 sarebbero manifestati i segreti del suo cuore, e così prostrandosi a terra adorerebbe Dio, proclamando che veramente Dio è fra voi.

Commento

Siamo sempre dentro questo problema del dono delle lingue. Di fatto nell’assemblea di Corinto vi erano alcuni che, dicendosi ispirati dallo spirito, parlavano o pregavano o si esprimevano in lingue sconosciute. Noi diremmo cose strane…. Eppure anche nelle nostre comunità ci sono personaggi e cose strane. Tutti si dicono ispirati da Dio, ma chi lo è veramente? Ieri Paolo ci aveva lasciato come criterio per comprendere se quello che si dice è ispirato dalla sacra scrittura oppure dall’uomo quello dell’intelligenza, del rendere comprensibile il messaggio della fede. oggi ci lascia un altro criterio: quello della edificazione della comunità. Ogni parola, ogni gesto, ogni azione deve servire per edificare nella fede il credente e il non credente che sopraggiunge nelle nostre comunità. Insomma Paolo cerca di aiutare i credenti  di Corinto nello scegliere quello che serve alla comunità  e quello che è solo apparenza. «l’edificazione» è la parola chiave di questo capitolo, la pietra di paragone alla quale ogni azione deve essere confrontata; ciò che mi propongo di dire o di fare è realmente per il bene dei miei fratelli? D’altronde, se ho in vista il loro profitto, troverò sempre allo stesso tempo una benedizione per me stesso. Se invece penso al mio interesse o alla mia gloria, alla fine ci sarà una perdita per gli altri e per me. L’edificazione è il bene per l’altro e le mie parole e i miei gesti devono essere il bene per l’altro.

Preghiamo

Preghiamo per don Mario

3 pensieri su “venerdì 24 agsoto

  1. srAlida

    Ogni parola ,ogni gesto ,ogni azione deve servire per l’edificazione del credente e del non credente……Cosa mi propongo di dire o di fare per il bene dei miei fratelli ? Non è così scontato che si operi per il bene degli altri ,dipende sempre dalla motivazione e dal cuore….Mentre prego per don Mario,chiedo al Signore la consapevolezza di operare per ciò che conta e sentendomi amata in ciò che vivo ,che penso ,che faccio..di operare con cuore e veramente per gli altri .

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  2. sr Rita

    Profezia o dono delle lingue sono opportunità per il bene comune. Appropriandoci dell’uno o dell’altro finiamo per svuotare la nostra missione e impoverire la comunità.
    Ci sia dato essere abitati da Dio per poterlo intendere e rivelare nella vita semplice di ogni giorno.

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  3. . Elena

    Che ogni risorsa, dono, opportunità del singolo, possa essere risorsa, dono e opportunità per gli altri. Nel superamento del sé e dell’io si realizza la comunità. Prego con voi per don Mario e per le nostre comunità spesso ancora tanto chiuse.

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