venerdì 21 settembre

di | 21 Settembre 2018

la notte della sapienza chagallqoelet 4,4-12

[4]Ho osservato anche che ogni fatica e tutta l’abilità messe in un lavoro non sono che invidia dell’uno con l’altro. Anche questo è vanità e un inseguire il vento.[5]Lo stolto incrocia le braccia
e divora la sua carne.
[6]Meglio una manciata con riposo
che due manciate con fatica. [7]Inoltre ho considerato un’altra vanità sotto il sole: [8]uno è solo, senza eredi, non ha un figlio, non un fratello. Eppure non smette mai di faticare, né il suo occhio è sazio di ricchezza: «Per chi mi affatico e mi privo dei beni?». Anche questo è vanità e un cattivo affannarsi. [9]Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. [10]Infatti, se vengono a cadere, l’uno rialza l’altro. Guai invece a chi è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi. [11]Inoltre, se due dormono insieme, si possono riscaldare; ma uno solo come fa a riscaldarsi? [12]Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto.

Commento

Sconcertante anche il vedere che le azioni dell’uomo hanno come molla l’invidia. Ma, agire sulla molla dell’invidia è vuoto, è vanità; non porta a nessun risultato perché l’invidia chiama l’invidia: nessuno può ritenere di avere raggiunto un traguardo insuperabile o intangibile. Le azioni che non sono sotto il segno dell’oppressione dell’ingiustizia lo sono sotto l’oppressione dell’invidia. Chi cerca di sottrarsi alla corsa comune, senza una visione di saggezza, non è un grande dal momento che poi si consuma d’invidia.  Ma anche l’intraprendente, quello che non si dà tregua per sostenere vittorioso ogni competizione è uno stolto; infatti non ha pace, ed è perciò meglio “una manciata guadagnata con calma che due manciate con tormento”. L’invidia è antisolidarietà; ed è stoltezza perché la solidarietà ha molti vantaggi. L’accordo tra due – dice Qoèlet – porta ad un risultato vantaggioso per entrambi: “Otterranno migliore compenso per la fatica”. Due nel freddo possono riscaldarsi; uno da solo no. Così due possono meglio difendersi. Insieme alla solidarietà occorre che ci sia chi regge, chi guida. Chi regge deve essere saggio, e non sempre chi è vecchio lo è.

Preghiamo

Preghiamo per don Sergio Scotti parroco di Ponteranica che ci ha lasciato improvvisamente.

4 pensieri su “venerdì 21 settembre

  1. . Elena

    Sono molto interessanti le parole di Qoelet, meritano tempi di riflessione lunghi, duraturi nel tempo, perché sollecitano la nostra umanità, il nostro esistere, le nostre relazioni umane, ma anche
    la relazione con le azioni, con il tempo, con noi stessi nel profondo del nostro essere. Quello che conosciamo solo noi e Dio. La saggezza va coltivata con uno sguardo profondo, universale…
    Una preghiera per don Sergio e per don Piero, che la malattia ha piegato inesorabilmente.

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  2. sr Rita

    Don Sergio Scotti con la sua vita e la sua morte improvvisa dice tutto e più di quanto Qoelet tenta di spiegarci con infiniti paragoni. Preghiamo per lui per la su Parrocchia. Chiediamo per noi sapienza discernimento.

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  3. srAlida

    Prego per don Sergio ,e chiedo consapevolezza per tutto ciò che passa soltanto e non rimane ..
    Perchè le relazioni siano buone ,senza malizie e gelosie …

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