venerdì 21 ottobre

di | 20 Ottobre 2016

home2 siracide 31,1-11

1 L’insonnia del ricco consuma il corpo,
i suoi affanni gli tolgono il sonno.
2Le preoccupazioni dell’insonnia non lasciano dormire,
come una grave malattia bandiscono il sonno.
3Un ricco fatica nell’accumulare ricchezze,
e se riposa è per darsi ai piaceri.
4Un povero fatica nelle privazioni della vita,
ma se si riposa cade in miseria.
5Chi ama l’oro non sarà esente da colpa,
chi insegue il denaro ne sarà fuorviato.
6Molti sono andati in rovina a causa dell’oro,
e la loro rovina era davanti a loro.
7È una trappola per quanti ne sono infatuati,
e ogni insensato vi resta preso.
8Beato il ricco che si trova senza macchia
e che non corre dietro all’oro.
9Chi è costui? Lo proclameremo beato,
perché ha compiuto meraviglie in mezzo al suo popolo.
10Chi ha subìto questa prova ed è risultato perfetto?
Sarà per lui un titolo di vanto.
Chi poteva trasgredire e non ha trasgredito,
fare il male e non lo ha fatto?
11Per questo si consolideranno i suoi beni
e l’assemblea celebrerà le sue beneficenze.

Commento

Quali consigli si possono dare a chi si appresta a vivere nella società intesa come luogo sociale, come luogo di relazioni? Il libro del Siracide si sofferma in questa sezione in particolare sul tema della ricchezza. Sono tutti suggerimenti che dicono come servono comportamenti equilibrati. La ricchezza serve. Ma come dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci? Mi sembra che tutta questa preoccupazione è data dal fatto che l’uomo saggio sa stare in tutti i luoghi e in tutte le situazioni della vita saggiamente. Non fugge da niente, abita il mondo e le sue contraddizioni, ma lo fa secondo un suo modo di essere. Non mi piace parlare di stile di vita, ma di un modo di essere che nasce dal cuore. Senza esagerazione, ma ho necessità del denaro. Senza spreco ma devo consumare. Ho usato volutamente questi due parole: necessità e consumare, perché la vera saggezza non parla di necessità del denaro e di consumo della ricchezza, ma di progetti che, utilizzando il denaro, sono utili per la famiglia e la società in una logica di condivisione. Il testo supera anche la logica del vecchio testamento secondo cui la ricchezza è segno della benedizione di Dio, mentre la povertà al contrario è segno della mancanza di fede. In realtà il nostro testo ci invita a stare attenti, a pensare al denaro come ad una situazione di prova, attraverso la quale si possono verificare le intenzioni ultime del cuore , delle azioni, e osservare i frutti delle scelte che si fanno nel campo dell’uso dei beni.  La grande prova è la capacità di usare le ricchezze come partecipazione dei propri beni agli altri, al bene comune.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che sono disoccupati.

2 pensieri su “venerdì 21 ottobre

  1. sr Rita

    Pare che Siracide ci dica che non dipende dall’essere ricco o povero la vera felicità ma dal come ci rapportiamo alla ricchezza e alla povertà. Il cure libero sa godere quando ha e sa sopportare quando non ha. A me viene spesso da ringraziare il Signore per la ricchezza di doni con cui mi sommerge. In questi giorni stiamo preparando un pranzo solidale per raccogliere fondi per la nostra casa. E’ vero che se non c’è di che vivere di notte non si dorme. Ma sto vedendo tanta Provvidenza , tanta generosità, tanta vicinanza che mi vien da dire: adesso, Signore, basta. Preghiamo affinché nella ricchezza non ricalcitriamo e nella povertà non abbiamo a maledire.

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  2. sr.Alida

    Per un comportamento equilibrato chiediamo al Signore di non darci ne troppo ,ne troppo poco ,così che possiamo abitare il mondo con le sue contraddizioni …Si crei in ciascuno un modo d’essere che partecipi al bene comune..preghiamo per tutti i disoccupati..

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