Venerdì 20 aprile

di | 20 Aprile 2018

profeta geremia iconaGer 26,1-24                                                     

1 All’inizio del regno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fu rivolta a Geremia questa parola da parte del Signore. 2 Disse il Signore: “Va’ nell’atrio del tempio del Signore e riferisci a tutte le città di Giuda che vengono per adorare nel tempio del Signore tutte le parole che ti ho comandato di annunziare loro; non tralasciare neppure una parola. 3 Forse ti ascolteranno e ognuno abbandonerà la propria condotta perversa; in tal caso disdirò tutto il male che pensavo di fare loro a causa della malvagità delle loro azioni. 4 Tu dirai dunque loro: Dice il Signore: Se non mi ascolterete, se non camminerete secondo la legge che ho posto davanti a voi 5 e se non ascolterete le parole dei profeti miei servi che ho inviato a voi con costante premura, ma che voi non avete ascoltato, 6 io ridurrò questo tempio come quello di Silo e farò di questa città un esempio di maledizione per tutti i popoli della terra”. 7 I sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che diceva queste parole nel tempio del Signore. 8 Ora, quando Geremia finì di riferire quanto il Signore gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti e i profeti lo arrestarono dicendo: “Devi morire! 9 Perché hai predetto nel nome del Signore: Questo tempio diventerà come Silo e questa città sarà devastata, disabitata?”. Tutto il popolo si radunò contro Geremia nel tempio del Signore. 10 I capi di Giuda vennero a sapere queste cose e salirono dalla reggia nel tempio del Signore e sedettero all’ingresso della Porta Nuova del tempio del Signore. 11 Allora i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: “Una sentenza di morte merita quest’uomo, perché ha profetizzato contro questa città come avete udito con i vostri orecchi!”. 12 Ma Geremia rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: “Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltate. 13 Or dunque migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore vostro Dio e il Signore ritratterà il male che ha annunziato contro di voi. 14 Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; 15 ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, attirerete sangue innocente su di voi, su questa città e sui suoi abitanti, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per esporre ai vostri orecchi tutte queste cose”. 16 I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: “Non ci deve essere sentenza di morte per quest’uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore nostro Dio”. 17 Allora si alzarono alcuni anziani del paese e dissero a tutta l’assemblea del popolo: 18 “Michea il Morastita, che profetizzava al tempo di Ezechia, re di Giuda, affermò a tutto il popolo di Giuda: Dice il Signore degli eserciti: Sion sarà arata come un campo, Gerusalemme diventerà un cumulo di rovine, il monte del tempio un’altura boscosa! 19 Forse Ezechia re di Giuda e tutti quelli di Giuda lo uccisero? Non temettero piuttosto il Signore e non placarono il volto del Signore e così il Signore disdisse il male che aveva loro annunziato? Noi, invece, stiamo per commettere una grave iniquità a nostro danno”. 20 C’era anche un altro uomo che profetizzava nel nome del Signore, Uria figlio di Semaià da Kiriat-Iearìm; egli profetizzò contro questa città e contro questo paese con parole simili a quelle di Geremia. 21 Il re Ioiakìm, tutti i suoi prodi e tutti i magistrati udirono le sue parole e il re cercò di ucciderlo, ma Uria lo venne a sapere e per timore fuggì andandosene in Egitto. 22 Allora il re Ioiakìm inviò in Egitto uomini come Elnatàn figlio di Acbòr, e altri con lui. 23 Costoro fecero uscire dall’Egitto Uria e lo condussero al re Ioiakìm che lo fece uccidere di spada e fece gettare il suo cadavere nelle fosse della gente del popolo. 24 Ma la mano di Achikàm figlio di Safàn fu a favore di Geremia, perché non lo consegnassero in potere del popolo per metterlo a morte.

Commento

Ecco l’arresto di Geremia e l’eventuale trattativa se ucciderlo oppure no. Il motivo di questo arresto è che Geremia profetizzava sventure contro le città di Giuda. Ma questo testo è  anche il riconoscimento del vero e unico profeta Geremia contro i falsi profeti. E’ un riconoscimento complesso e contrastato: sacerdoti e profeti falsi si oppongono al profeta e vogliono ucciderlo. I capi “civili” vogliono invece salvarlo e ascoltarlo. Il popolo è oscillante, e pronto a passare da un’opposizione feroce secondo l’istigazione di sacerdoti e profeti, a un’adesione provocata in esso dalla difesa da parte dei capi. In Geremia si intrecciano profondamente il rigore della sua fedeltà al Signore e al compito che da Lui ha ricevuto, e la totale sua mitezza che arriva quietamente ad affidarsi alla coscienza di quelli che lo vogliono eliminare: “fate di me come vi sembra bene e giusto”. Tutto il suo atteggiamento riflette l’atteggiamento interiore di chi è in pace perché si muove in totale fedeltà  e dedizione. Una caratteristica della profezia è quella di predire distruzioni che non avvengono mai. È un genere letterario particolare. Nel nostro brano ciò è evidente per la profezia di Geremia che si presenta con un “se” che appunto afferma una condizione perché le cose predette non avvengano, e quindi Dio disdica tutto il male che pensava di fare. Se farai in questo modo, se ascolterai la parola…. Questo male non avverrà.

Preghiamo

Preghiamo per le suore che ho incontrato in questi giorni durante gli esercizi spirituali

2 pensieri su “Venerdì 20 aprile

  1. sr Rita

    La voce dei profeti scomoda…pertanto è facile indurli al silenzio screditando la loro autorevolezza.
    Oggi ho incontrato Aline, una giovane mamma che vuol fare un cammino formativo per vivere da cristiana. Non ha ricevuto nessun sacramento, ha una esperienza molto sofferta, eppure ha la freschezza di una discepola che ha appena scoperto la presenza affascinante di Gesù. Preghiamo per lei e per me che farò con lei questo cammino di fede.

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  2. . Elena

    Mi colpisce il sereno abbandono di Geremia nelle mani del Signore, e la sua rassegnata adesione a ciò che l’uomo farà di lui. Ha assolto il suo compito, ha compiuto l’opera della sua vita, quindi non teme più nulla. Possa essere così fiducioso e sereno anche il nostro abbandono a ciò che il Signore vuole da noi….
    Preghiamo per le intenzioni di ciascuno.

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