venerdì 10 giugno

di | 9 Giugno 2016

avvento boseMarco 13,14-23                                                                             4 Quando vedrete l’abominio della devastazione presente là dove non è lecito – chi legge, comprenda –, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, 15 chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, 16 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17 In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano! 18 Pregate che ciò non accada d’inverno; 19 perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall’inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. 20 E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.  21 Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là”, voi non credeteci; 22 perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. 23 Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.

Commento

Il testo è molto probabile che racconti della distruzione di Gerusalemme avvenuta nell’anno 70 d.c. ad opera dei romani. E quindi tutto quello che si dice in queste righe è riferito alla distruzione, alla violenza e alla sofferenza di quei giorni. Ma noi possiamo attualizzare questa vicenda a tutte le situazioni anche dei nostri giorni. Dove c’è violenza in qualunque epoca della storia si narrano di queste vicende dolorose. La conseguenza è che l’essere questi eventi “contenuti” nella Parola del Signore, afferma che essi non possono in ogni modo pretendere di essere l’ultima parola e l’ultimo evento della storia, appunto perché la Parola li contiene. Dobbiamo dichiararlo: se questi eventi sono letti con gli occhi della fede, per quanto drammatici non solo ancora la fine! La reazione suggerita dal Signore è globalmente quella di umiltà e di accettazione della nostra minorità. La preghiera, e con essa la supplica a che il Signore voglia abbreviare quei giorni, dicono la partecipazione positiva ed essenziale dei discepoli di Gesù al dramma della storia. Ed il Signore lo farà “grazie agli eletti che egli si è scelto”. Tutto questo dramma sarà vissuto dai discepoli del Signore con grande sapienza, senza credere e senza farsi ingannare da falsi cristi e falsi profeti. In conclusione: queste parole il Signore ce le affida perché sappiamo muoverci con saggezza e amore nei tempi difficili della nostra vicenda personale e nella nostra partecipazione alle grandi prove della storia dell’umanità.

Preghiamo

Preghiamo per tutte quelle persone che vivono oggi la grande tribolazione della guerra.

2 pensieri su “venerdì 10 giugno

  1. sr Rita

    Ancora una volta Gesù ci invita “far attenzione”. E’ come un buon padre o una madre che si preoccupano di preparare i figli alla fatica del vivere. Il realismo con cui la Parola racconta le sofferenze di ogni tempo è segno di quanto Dio si mescoli con la storia dell’uomo. Ci mette in guardia affinché impariamo a vivere il tempo, con ogni evento in esso racchiuso, sapendo che non è ancora la fine. Preghiamo affinché, soprattutto i giovani, ma anche noi che abbiamo già qualche decina di anni, non ci lasciamo ingannare da falsità che assumono le più svariate manifestazioni.

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  2. sr.Alida

    ..Fate attenzione ! Grazie agli eletti che Egli sceglie abbrevierà quei giorni …Mentre chiedo al Signore di aiutarmi a leggere la storia CON OCCHI DI FEDE ,condivido i commenti precedenti e mi unisco alle intenzioni.

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