venerdì 10 febbraio

di | 10 Febbraio 2017

trinità Matteo 9,9-13           

9 Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì.10 Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. 11 Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”. 12 Udito questo, disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. 13 Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori”. 

Commento

Matteo era pubblicano, esattore delle tasse, ricco, molto ricco, spregiudicato e temuto. Odiato, certamente, com’è odiato chi ha fatto fortuna sulle tragedie altrui. Idolatra, per i farisei e i devoti, perché portava in tasca le monete dell’Impero. Poi, un giorno, avvenne l’incontro. Lo aveva già visto altre volte forse, il Nazareno; sapeva che giocava a fare il  profeta, Ma lui, Matteo, non aveva tempo per occuparsi di religione. Il Nazareno si accostò, al banchetto delle tasse. Lo guardò con intensità. Matteo si aspettava un rimprovero, come spesso accadeva da parte dei devoti che andavano in sinagoga e che sputavano in terra quando lo incrociavano. Invece no. Gesù disse, semplicemente: vieni? Matteo restò interdetto. Avrebbe voluto fargli mille domande. Non un suono gli uscì dalla gola. Andò. Matteo scrive questa pagina trent’anni dopo. Ci sta dicendo: ne è valsa la pena. Trent’anni sono una vita, e Matteo dice a noi suoi lettori: ho lasciato tutto: ricchezza, potere, progetti e ho seguito il folle Nazareno. Ne è valsa la pena, credetemi.

Preghiamo

Preghiamo per don Antonio

4 pensieri su “venerdì 10 febbraio

  1. Sr rita

    GESÙ ha il vizio di andare a cercare le persone più originali. Non si preoccupa dei commenti ma va diritto al cuore.Guarda e chiama. E Matteo capisce e lascia tutto e va via con lui.

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  2. Elena

    “Misericordia io voglio, non sacrifici”…
    Mi coinvolge, questo Gesù che sconvolge il benpensare. E mi fa sperare nel fatto che i sentimenti autentici valgano più delle apparenze. Per Lui e nella vita! Abbiamo bisogno di cose vere che ci tirino fuori dal nostro pantano, ma che ci ridiano la capacità e la possibilità di tornare ad essere umani e autentici. I sentimenti autentici valgano molto più delle apparenze e Gesù li sa cogliere, anche dentro a vite apparentemente sbagliate.
    Mi unisco alla preghiera per don Antonio e ricordo tutte le persone anziane stanche ed ammalate.

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  3. sr Alida

    “Seguimi !”..E’ davvero straordinario e bello il modo di chiamare del Signore .Quamti impensabili modi di chiamata ….Si avvicina e chiama cosi’ come siamo .Chiami me ,dai fiducia proprio me ?Grazie ,Signore,per questo dono,Fà che mi risuoni ogni nuovo giorno e in qualsiasi tempo ,dentro al cuore laTua Parola: Seguimi !Accompagna sempre la fragile risposta Mentre mi unisco alla preghiera per don Antonio ,e alle nostre intenzioni ,prego anche per chi non conosce ancora il Suo aomre o per chi fatica a credere.

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  4. Silvia

    Andate a imparare! Gesù tu ci riporti al cuore della legge, letta senza ipocrisia… Certo che nella sacra scrittura troviamo un salmo che dice “non siederò in compagnia dei peccatori” ma è anche vero che nella legge viene detto “ama il prossimo tuo come te stesso” …non solo chi la pensa come te, ma il prossimo, qualunque. Allora forse sedere in compagnia dei peccatori può avere due significati: O mi ci siedo perché condivido e opero il loro stile di vita, o perche essi sono il mio prossimo da amare e non da odiare, pur avendo in odio le loro azioni. Come si dice, il peccato non è il peccatore…o qualcosa del genere…
    Signore che anche noi siamo capaci di misericordia con noi stessi e con gli altri!
    Buona giornata!

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