venerdì 1 febbraio

di | 1 Febbraio 2019

giobbeGiobbe 31,19-37

[19]Se mai ho visto un misero privo di vesti
o un povero che non aveva di che coprirsi,
[20]se non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi,
o con la lana dei miei agnelli non si è riscaldato;
[21]se contro un innocente ho alzato la mano,
perché vedevo alla porta chi mi spalleggiava,
[22]mi si stacchi la spalla dalla nuca
e si rompa al gomito il mio braccio,
[23]perché mi incute timore la mano di Dio
e davanti alla sua maestà non posso resistere.
[24]Se ho riposto la mia speranza nell’oro
e all’oro fino ho detto: «Tu sei la mia fiducia»;
[25]se godevo perché grandi erano i miei beni
e guadagnava molto la mia mano;
[26]se vedendo il sole risplendere
e la luna chiara avanzare,
[27]si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore
e con la mano alla bocca ho mandato un bacio,
[28]anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale,
perché avrei rinnegato Dio che sta in alto.
[29]Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico
e ho esultato perché lo colpiva la sventura,
[30]io che non ho permesso alla mia lingua di peccare,
augurando la sua morte con imprecazioni?
[31]Non diceva forse la gente della mia tenda:
«A chi non ha dato delle sue carni per saziarsi?».
[32]All’aperto non passava la notte lo straniero
e al viandante aprivo le mie porte.
[33]Non ho nascosto, alla maniera degli uomini, la mia colpa,
tenendo celato il mio delitto in petto,
[34]come se temessi molto la folla,
e il disprezzo delle tribù mi spaventasse,
sì da starmene zitto senza uscire di casa.
[38]Se contro di me grida la mia terra
e i suoi solchi piangono con essa;
[39]se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori,
[40]in luogo di frumento, getti spine,
ed erbaccia al posto dell’orzo.
[35]Oh, avessi uno che mi ascoltasse!
Ecco qui la mia firma! L’Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario
[36]vorrei certo portarlo sulle mie spalle
e cingerlo come mio diadema!
[37]Il numero dei miei passi gli manifesterei e mi presenterei a lui come sovrano.

Commento

Ho messo questo lungo brano per provare a concludere questa autodifesa di Giobbe nei confronti di Dio. ieri concludevamo chiedendoci il segreto di Giobbe. Oggi tale segreto viene svelato. Riconoscendo la sua colpa Giobbe conclude i suoi discorsi allargando il territorio dell’innocenza umana fino a comprendervi anche il peccato. L’uomo giusto non è chi non pecca e non compie delitti, perché peccare è parte della condizione umana. Questo è il segreto che ci svela: Anche Giobbe ha peccato. Si possono commettere peccati e delitti restando giusti se non si esce dalla verità su di sé e dalla verità sulla vita. È la menzogna il grande e unico peccato contro il Dio di Giobbe, il peccato di chi sa di sbagliare e tiene «celato nel petto la colpa, di chi nasconde la colpa. Ci sono persone ingiuste e non innocenti che ricevono lodi pubbliche e onorificenze civili, e le carceri sono piene di giusti come Giobbe.  Allora con le sue ultime parole Giobbe ci sta dicendo qualcosa di decisivo per ogni esperienza di fede: anche il peccatore può restare innocente. E se anche il peccatore resta dentro il territorio dell’innocenza, allora ci si può sempre risollevare dopo ogni caduta: innocenti si può tornare. Giobbe lo sa, perché crede e spera solo in questo Dio. È con questa innocenza sincera, vera, onesta, che Giobbe termina il racconto della sua storia. Ha svolto il suo compito, ha terminato la sua missione. Ha combattuto una buona battaglia. Ha conservato la fede nell’uomo, nel Signore, nella propria dignità, nel proprio onore, nell’innocenza dell’uomo, di ogni uomo.  Questo è il grande segreto di Giobbe: la verità sulla sua vita e la fede piena in dio.

Preghiamo

Preghiamo per Battista e la su famiglia.

3 pensieri su “venerdì 1 febbraio

  1. sr Rita

    L’onnipotente mi risponda.
    Quante volte l’attesa rimane disattesa….E’ la fede pura e cruda che risponde con un gran silenzio.

    Rispondi
  2. . Elena

    Ammettere di essere ciò che si è, senza ricercare alibi o nascondere la propria essenza…. com’è difficile! Quanta umiltà ci insegna Giobbe! Quanta umanità nel suo legame col Signore… e questa sua umanità riportata integra davanti a Lui in una relazione che ancora ne riconosce la forza e la fede! Sì, è complesso Giobbe. È complessa la nostra umanità, è complesso il rapporto di fede che ciascuno vive con il proprio Dio. Ci siano dati occhi e cuore per guardarci dentro con umiltà, per vedere bene fino in fondo chi e cosa realmente siamo….
    Accompagno nella preghiera Renato, e quanti stanno vivendo la sofferenza e la solitidine.

    Rispondi
  3. srAlida

    Da ogni caduta ci si può rialzare riconoscendo il nostro limite e peccato,confidando solo in Dio ..mi unisco alla preghiera per Battista e famiglia ,per Renato ,per quanti soffrono solitudine e sofferenza per le calamità del tempo,e perchè non c’ è pace perchè non si governa bene .

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.