umanità rispettosa

di | 25 Agosto 2020

Ieri è stata una giornata “arrabbiata”. Volevamo iniziare la raccolta delle prugne per fare le marmellate e così siamo entrati in mezzo alle nostre piante. E …. Sorpresa… quasi tutte le prugne non c’erano più. Qualcuno ha pensato bene di prenderle prima di noi. Certo che mi sono arrabbiato. Primo, perché è due anni che da inesperti proviamo a curarle, a farle crescere. Secondo perché se sto tipo me le chiedeva io gliele regalavo anche. Ma così no!!! Adesso l’arrabbiatura è passata, ma rimane l’amarezza non tanto per le prugne, quando per il gesto compiuto. Amarezza perché mi fa pensare che essere umani, rendere la vita umana richiede un grande senso di rispetto. Tale parola significa, avere riguardo, ri-guardare, rispecchiarsi, guardarsi di nuovo. Mi viene da pensare che il tipo che è entrato dentro il frutteto non ha avuto riguardo, non si è rispecchiato nel lavoro degli altri, non ha guardato di nuovo. Egli deve aver fatto tutto in maniera furtiva, di nascosto, senza ripensare, ha agito e basta. rendere umana la vita vuol dire avere riguardo della vita, di ogni vita, di ogni età, compresa quella che deve nascere. Vuol dire rispecchiarsi nella vita altrui, mettersi nei panni degli altri. Ma per fare questo ci viene chiesto tempo. Ci vuole tanto tempo per mettersi nei panni degli altri. Questo principio del rispetto che rende umana la vita vale per tutto, anche per la madre terra. Una cosa importante riguardo all’umanità rispettosa è che tale rispetto non è solo una forma di buona educazione verso l’altro, ma una scelta, uno stile di vita, che mi chiede di avere la massima attenzione alla vita dell’altro.  Il papa Francesco scrive al riguardo: “Dobbiamo essere costruttori di pace e le nostre comunità devono essere scuole  di rispetto e di dialogo con quelle di altri gruppi etnici o religiosi luoghi in cui si impara a superare le tensioni, a promuovere rapporti equi e pacifici tra i popoli e i gruppi sociali e a costruire un futuro migliore per le generazioni  a venire.” Ecco come rendere umana la vita, nel rispetto e dialogo. Se dovessi avere la fortuna di incontrare il tipo che mi ha preso maldestramente le prugne non vorrei cercare la mia piccola vendetta personale, vorrei invece parlare con lui di quanto ha fatto e di come mi sento io, nella verità e nel rispetto. La nostra società anche nella vicenda di questi mesi di covid non ha imparato l’arte del rispetto reciproco, anzi qualcuno cavalca, per motivi suoi, la mancanza di rispetto verso l’altro con le parole e con il suo comportamento. Ma come faccio ad avere riguardo, rispetto dell’altro? Conoscendolo, frequentandolo, cercando di capire le sue intenzioni profonde. Chi mi ha preso le prugne, chi non rispetta l’altro durante il tempo della pandemia, non vuole conoscere l’altro, pensa solo a sé . ma la conoscenza dell’altro richiede tanto tempo e tanto sforzo. È come un grande investimento. E come ogni investimento se è fatto con cura porta guadagno, così l’investimento di tempo e di forza per imparare a rispettare l’altro avrà il suo guadagno che si chiama fraternità universale.

2 pensieri su “umanità rispettosa

  1. sr Alida

    Vero e importante il rispetto per l’altro e per la vita , per le realtà create ,anche qui c’è sempre molto da imparare cammino di tutta la vita ….è spiacente episodio di chi ha preso le prugne ….

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  2. Miriam

    Caro don Sandro non hai usato il verbo RUBARE… credo sia stata una scelta consapevole per non dare un peso più forte all’azione del” prendere” senza chiedere e di nascosto che è veramente grave e offensiva. Giusto poter dire “cosa” si prova quando ti accorgi che qualcuno ti ha rubato qualcosa di tuo coltivato con fatica e che non è “un di più ” ma il frutto utile per andare avanti. Il ” chiedere” (….gliele avresti regalate…) è azione di umiltà e di rispetto: il “prendere senza chiedere” è vigliaccheria. Poter dire cosa si è provato nel veder tolto il raccolto è giustizia ed educazione nel tentativo di costruire fraternità universale.

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