martedì 25 agosto

di | 24 Agosto 2020

At 19,11-20                                                                              

11 Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo, 12 al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano. 13 Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch’essi a invocare il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica!». 14 Così facevano i sette figli di un certo Sceva, uno dei capi dei sacerdoti, giudeo. 15 Ma lo spirito cattivo rispose loro: «Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?». 16 E l’uomo che aveva lo spirito cattivo si scagliò su di loro, ebbe il sopravvento su tutti e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. 17 Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e i Greci che abitavano a Èfeso e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù veniva glorificato. 18 Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche di magia 19 e un numero considerevole di persone, che avevano esercitato arti magiche, portavano i propri libri e li bruciavano davanti a tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e si trovò che era di cinquantamila monete d’argento. 20 Così la parola del Signore cresceva con vigore e si rafforzava.

Commento

Il testo è una sequenza di scene che descrivono le caratteristiche del ministero di Paolo ad Efeso. I tre anni  che vi trascorse rappresentano l’apice del suo lavoro apostolico. Il successo è grande. Luca potrà dire che “tutti gli abitanti dell’Asia, giudei e greci, udirono la Parola del Signore”  Efeso resterà fino al terzo secolo la Chiesa più significativa d’oriente. Proprio qui avvengono due “separazioni” o distacchi, determinanti per Luca. La prima di queste separazioni l’abbiamo vista ieri e consiste nella separazione dalla sinagoga. La seconda la vediamo oggi ed è la separazione dalla magia. Efeso era la capitale della magia. Infatti i testi magici, anche se in gran parte composti in Egitto, erano chiamati da Plutarco “ scritti Efesini. La storia dei sette figli di Sceva è istruttiva. Il nome di “quel Gesù che Paolo annuncia”, opera solo mediante chi ha fede nella sua Parola, ossia attraverso le mani di chi lo conosce, ama e segue. Non può essere usato in modo magico. Molti, vedendo ciò che è accaduto ai sette figli di Sceva, passano dalla magia alla fede in Gesù e bruciano una quantità impressionante di libri di magia. La magia è più comune di quanto si creda tra le persone religiose di ogni credenza. Il rafforzarsi della Parola del Signore vince il male e sbugiarda la magia. Questa è la perversione della fede: invece della relazione di fiducia con Dio, cerca di averlo in mano, mediante il potere “magico” di formule, riti, parole, osservanze, oroscopi, amuleti, santini…ma questa è la perversione della religione che è invece un atto di fiducia.

Preghiamo

A 4 anni dal terremoto ricordiamo tutti gli abitanti del centro Italia che vivono ancora nella sofferenza e nella fatica

3 pensieri su “martedì 25 agosto

  1. Pinuccia

    Che la nostra fede sia fiducia e relazione con Dio senza la ricerca di magia.
    Preghiamo per i terremotati.

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  2. Elena

    Belle queste pagine del racconto di come si struttura la fede. Ci sono passaggi importanti, significativi, poco noti che fanno tanto pensare perché sono molto attuali. La fede non può essere presa in prestito o manipolata, è un’apertura del cuore e dello spirito. L’adesione è un atto di amore e di abbandono fiducioso. Preghiamo per i cristiani di tutti i tempi e per le popolazioni colpite dal sisma di quattro anni fa.

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  3. sr Alida

    Invocare il nome del Signore,e atti di fiducia e di a,ore in Lui solo questo può guarirci ,darci forza e speranza in ogni tempo …una fede in cammino ma semplice vera ….Mi unisco alla preghiera per i terremotati e per le situazioni che sembrano non avere vie d’uscita

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