sabato 5 ottobre

di | 4 Ottobre 2019

Salmo 86 – CANTO DEL SERVO ANGOSCIATO

Ma tu, Dio, così orgoglioso e pieno di gelosia per i tuoi poveri, non provi nessun rossore davanti a simili preghiere? A sentirti invocato con una tale umiltà e remissività e insistenza?
Perciò ascoltali sempre, Signore.

1 Supplica. Di Davide.

Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.

2 Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida.

3 Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.

4 Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia.

5 Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.

6 Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche.

7 Nel giorno dell’angoscia alzo a te il mio grido
perché tu mi rispondi.

8 Fra gli dèi nessuno è come te, Signore,
e non c’è nulla come le tue opere.

9 Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.

10 Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio.

11 Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome.

12 Ti loderò, Signore, mio Dio, con tutto il cuore
e darò gloria al tuo nome per sempre,

13 perché grande con me è la tua misericordia:
hai liberato la mia vita dal profondo degli inferi.

14 O Dio, gli arroganti contro di me sono insorti
e una banda di prepotenti insidia la mia vita,
non pongono te davanti ai loro occhi.

15 Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,

16 volgiti a me e abbi pietà:
dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua serva.

17 Dammi un segno di bontà;
vedano quelli che mi odiano e si vergognino,
perché tu, Signore, mi aiuti e mi consoli.

Commento

Chi studia i salmi dice che questo salmo ha una struttura letteraria molto raffinata e attraverso questa struttura poetica il salmista esprime con sincerità la sua supplica piena di angoscia nei confronti del Signore. Egli si autodefinisce «servo e figlio della tua ancella» (v. 16): l’espressione in Oriente indica chi è nato da genitori al servizio di un signore, all’interno della famiglia di quel signore. Si ha, quindi, un legame particolare; il salmista sente quasi di appartenere alla famiglia di Dio. Ed è a lui che egli si rivolge nel pericolo con un appello pieno di fiducia. Spontaneamente gli si affacciano alla memoria tutti i gesti di amore e di potenza che questo Signore, padre della sua famiglia, ha compiuto in passato, giungendo al punto di strappare il suo «servo» dalle fauci degli inferi. Questi gesti di amore del passato permettono di affrontare la prova del presente quando c’è attorno al fedele un incubo mortale, un cerchio di ostilità si sta stringendo col desiderio di cancellare la sua vita. Ma Dio si volgerà di nuovo verso «il figlio della sua ancella» e gli darà un altro segno del bene che gli vuole. Sentirci figli del Padre ci permette di credere che nel momento del bisogno lui viene in nostro soccorso.

Preghiamo Preghiamo per la chiesa

2 pensieri su “sabato 5 ottobre

  1. Elena

    Mostrami, Signore, la tua via, perche nella tua verità io cammini…. Sei il Dio giusto, amorevole, misericordioso, il Dio del povero e dell’umile, il Dio del perdono e dell’amore senza confini. Fa’ che io cammini nella strada piena di luce che Tu mi hai mostrato….

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  2. sr Alida

    Grande Tu sei e compi meraviglie ..ti lodo ..ma tieni il mio cuore unito a Te ,confido in Te ,guidami sulla tua via ..Sapersi figli del Padre ,nei suoi infiniti gesti d’amore ,questo è ciò che più conta….Mentre prego per la Chiesa ,prego per chi in essa ha più bisogno di speranza e di consolazione ,di forza ….

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