sabato 26 maggio

di | 26 Maggio 2018

profeta geremia icona Ger 40,13-41,15                                       

13 Ora Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate che si erano dispersi per la regione, si recarono da Godolia in Mizpà 14 e gli dissero: “Non sai che Baalìs re degli Ammoniti ha mandato Ismaele figlio di Natania per toglierti la vita?”. Ma Godolia figlio di Achikàm non credette loro. 15 Allora Giovanni figlio di Kàreca parlò segretamente con Godolia in Mizpà: “Io andrò a colpire Ismaele figlio di Natania senza che alcuno lo sappia. Perché egli dovrebbe toglierti la vita, così che vadano dispersi tutti i Giudei che si sono raccolti intorno a te e perisca tutto il resto di Giuda?”. 16 Ma Godolia figlio di Achikàm rispose a Giovanni figlio di Kàreca: “Non commettere una cosa simile, perché è una menzogna quanto tu dici di Ismaele”. 1 Ora, nel settimo mese, Ismaele figlio di Natania, figlio di Elisamà, di stirpe reale, si recò con dieci uomini da Godolia figlio di Achikàm in Mizpà e mentre là in Mizpà prendevano cibo insieme, 2 Ismaele figlio di Natania si alzò con i suoi dieci uomini e colpirono di spada Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safàn. Così uccisero colui che il re di Babilonia aveva messo a capo del paese. 3 Ismaele uccise anche tutti i Giudei che erano con Godolia a Mizpà e i Caldei, tutti uomini d’arme, che si trovavano colà. 4 Il secondo giorno dopo l’uccisione di Godolia, quando nessuno sapeva la cosa, 5 vennero uomini da Sichem, da Silo e da Samaria: ottanta uomini con la barba rasa, le vesti stracciate e con incisioni sul corpo. Essi avevano nelle mani offerte e incenso da portare nel tempio del Signore. 6 Ismaele figlio di Natania uscì loro incontro da Mizpà, mentre essi venivano avanti piangendo. Quando li ebbe raggiunti, disse loro: “Venite da Godolia, figlio di Achikàm”. 7 Ma quando giunsero nel centro della città, Ismaele figlio di Natania con i suoi uomini li sgozzò e li gettò in una cisterna.8 Fra quelli si trovarono dieci uomini, che dissero a Ismaele: “Non ucciderci, perché abbiamo nascosto provviste nei campi, grano, orzo, olio e miele”. Allora egli si trattenne e non li uccise insieme con i loro fratelli. 9 La cisterna in cui Ismaele gettò tutti i cadaveri degli uomini che aveva uccisi era la cisterna grande, quella che il re Asa aveva costruita quando era in guerra contro Baasa re di Israele; Ismaele figlio di Natania la riempì dei cadaveri. 10 Poi Ismaele fece prigioniero il resto del popolo che si trovava in Mizpà, le figlie del re e tutto il popolo rimasto in Mizpà, su cui Nabuzaradàn, capo delle guardie, aveva messo a capo Godolia figlio di Achikàm. Ismaele figlio di Natania li condusse via e partì per rifugiarsi presso gli Ammoniti. 11 Intanto Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate che erano con lui ebbero notizia di tutto il male compiuto da Ismaele figlio di Natania. 12 Raccolsero i loro uomini e si mossero per andare ad assalire Ismaele figlio di Natania. Essi lo trovarono presso la grande piscina di Gàbaon. 13 Appena tutto il popolo che era con Ismaele vide Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate che erano con lui, se ne rallegrò. 14 Tutto il popolo che Ismaele aveva condotto via da Mizpà si voltò e, ritornato indietro, raggiunse Giovanni figlio di Kàreca. 15 Ma Ismaele figlio di Natania sfuggì con otto uomini a Giovanni e andò presso gli Ammoniti.

Commento

Si tratta di episodi tutti legati alla guerra e alla violenza che essa si porta dietro. Non accettando di fare i contadini con i poveri rimasti nel paese, gli uomini d’armi, sia compagni di Ismaele, assassino di Godolia, sia Giovanni figlio di Kareca, con i suoi seguaci, che fanno vendetta, e poi saranno costretti a fuggire in Egitto, causano una ulteriore grave rovina tra il resto del popolo. Sembra infatti che la necessità di cibo, che non si sono procurati con il proprio lavoro e deve perciò essere rubato ad altri, sia tra le cause di tutte quelle uccisioni. Ci sono persone che vengono uccise senza colpa, Godolia e chi è con lui, poi altri settanta di ottanta che vanno alle rovine del tempio portando delle offerte.  Di fronte a questi eventi Sembrerebbe di poter dire che si tratta di vicende dove Dio è solo una lontana memoria di nessun rilievo, una vicenda totalmente “laica”. Ma è proprio questo che merita attenzione da parte nostra! C’è come una presenza “implicita” di Dio che per l’ascoltatore della Bibbia emerge, e magari subito dopo scompare; figure che per qualche aspetto rivelano tracce anche notevoli del mistero della fede, ma senza una esplicita consapevolezza. Prendiamo ad esempio la persona di questo Godolia: non crede che ci sia contro di lui una volontà di morte, e si oppone decisamente al progetto di eliminare l’aggressore. Certo fa pensare a tutta una generazione di persone miti che da Mosè a Cristo svela con profondità crescente chi sia l’ “uomo di Dio”. inconsapevolmente molti uomini e donne sono segno della presenza buona di Dio.

Preghiamo

Preghiamo per il fratello di Graziano

4 pensieri su “sabato 26 maggio

  1. srAlida

    Mitezza …essere segno della presenza di Dio è un buon servizio e dono che possiamo a chi ci vive accanto e all’intera umanità ..Aiutaci Signore ad essere così perghiamo per il fratello di Graziano e per le persone che ci chiedono preghiere

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  2. sr Rita

    C’è sempre chi sussurra agli orecchi di qualcuno annunciando progetti di morte. Ma c’è sempre anche chi preferisce non dar credito a questi sussurri e coltiva progetti di pace. Queste compresenze fanno la storia. E su tutti Dio vigila sognando il bene per i piccoli resti…fedeli e bisognosi. Preghiamo perché possiamo essere annunciatori di bene e non di rovina.

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  3. . Elena

    Là dove si comincia ad intravedere la speranza, ecco ricominciano i venti di guerra e di morte. È così anche oggi. Poche le opportunità di rinascita, come piccoli semi di piante nuove, scampate al fuoco, alla guerra, alla vendetta. Ma questi piccoli semi possono portare tanta vita nuova, tanto frutto, tanta abbondanza. Preghiamo per riuscire a cogliere l’esistenza di questo bello e ancora buono che ci viene offerto, nonostante tutto. Segno che il Signore c’è ancora, è ancora tra noi. Mi unisco alle preghiere per il fratello di Graziano e per le intenzioni di ciascuno.

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