sabato 2 settembre

di | 1 Settembre 2017
abramo

Icona con il volto di Abramo

Genesi 23,1-20                                     

 1 Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sara. 2 Sara morì a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla. 3 Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti: 4 «Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e seppellirla». 5 Allora gli Hittiti risposero: 6 «Ascolta noi, piuttosto, signore: tu sei un principe di Dio in mezzo a noi: seppellisci il tuo morto nel migliore dei nostri sepolcri. Nessuno di noi ti proibirà di seppellire la tua defunta nel suo sepolcro». 7 Abramo si alzò, si prostrò davanti alla gente del paese, davanti agli Hittiti e parlò loro: 8 «Se è secondo il vostro desiderio che io porti via il mio morto e lo seppellisca, ascoltatemi e insistete per me presso Efron, figlio di Zocar, 9 perché mi dia la sua caverna di Macpela, che è all’estremità del suo campo. Me la ceda per il suo prezzo intero come proprietà sepolcrale in mezzo a voi». 10 Ora Efron stava seduto in mezzo agli Hittiti. Efron l’Hittita rispose ad Abramo, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, quanti entravano per la porta della sua città, e disse: 11 «Ascolta me, piuttosto, mio signore: ti cedo il campo con la caverna che vi si trova, in presenza dei figli del mio popolo te la cedo: seppellisci il tuo morto». 12 Allora Abramo si prostrò a lui alla presenza della gente del paese. 13 Parlò ad Efron, mentre lo ascoltava la gente del paese, e disse: «Se solo mi volessi ascoltare: io ti do il prezzo del campo. Accettalo da me, così io seppellirò là il mio morto». 14 Efron rispose ad Abramo: 15 «Ascolta me piuttosto, mio signore: un terreno del valore di quattrocento sicli d’argento che cosa è mai tra me e te? Seppellisci dunque il tuo morto». 16 Abramo accettò le richieste di Efron e Abramo pesò ad Efron il prezzo che questi aveva detto, mentre lo ascoltavano gli Hittiti, cioè quattrocento sicli d’argento, nella moneta corrente sul mercato. 17 Così il campo di Efron che si trovava in Macpela, di fronte a Mamre, il campo e la caverna che vi si trovava e tutti gli alberi che erano dentro il campo e intorno al suo limite, 18 passarono in proprietà ad Abramo, alla presenza degli Hittiti, di quanti entravano nella porta della città. 19 Dopo, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan. 20 Il campo e la caverna che vi si trovava passarono dagli Hittiti ad Abramo in proprietà sepolcrale.

Commento

Sara muore e Abramo cerca un sepolcro degno per sua moglie. Lo trova dopo la trattativa descritta nel testo, nella grotta di Macpela, luogo straniero per Abramo. Non ci interessa tanto il culto dei morti. Non stiamo pensando al culto dei morti egiziani o di altri popoli vicini. Non stiamo pensando nemmeno ad alcune forme attuali di culto dei defunti. Mi sembra che il testo dica altro. Come prima cosa vi è un’umiltà di Abramo che cerca un luogo degno per sua moglie. Non vi è la retorica del defunto, del funerale, del sepolcro, ma l’umiltà di chi cerca un luogo per un ricordo. Non vi è un cimitero monumentale, ma una grotta. Secondo motivo: trovo in questa grotta e nelle parole del testo una profezia. Anche Gesù viene messo in una grotta e vi è un uomo, Giuseppe di Arimatea che tratta con Pilato per avere quel corpo esposto sulla croce. Sara, nella sua morte è profezia di un’altra morte, quella di Gesù. Tra l’altro nei vangeli la genealogia di Gesù risale fino ad Abramo. E poi ecco il testo sorprendente: Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei”. Sembra quasi di intravvedere un distacco non dalla morte, ma un distacco per una vita ulteriore, dove il sepolcro è il luogo dell’attesa. Certo la cultura del tempo di Abramo non concepiva la resurrezione, ma quel, si staccò è lo stesso si staccò da loro di Gesù, quando sale al cielo da risorto. In fine dei conti possiamo dire che da sempre l’uomo sogna un infinito, una eternità. Che siano le grandi piramidi dei faraoni, che siamo le grotte di Abramo per la moglie Sara, che sia una parola come si staccò, vi è nel cuore dell’uomo una nostalgia di eternità, forse una nostalgia del paradiso iniziale. In Gesù questa profezia si realizza con la sua resurrezione.

Preghiamo

 

Preghiamo per sr Rita nel suo 50 di consacrazione religiosa e con lei tutte le suore delle poverelle che domani festeggeranno i loro anniversari

3 pensieri su “sabato 2 settembre

  1. sr Alida

    Ricerca del sepolcro per Sara …in fondo ricerca di qualcosa che non passa
    ma rimane per l’eternità…come se ormai fosse approdata a una sponda sicura ormai pace… Perchè abbiamo a vivere tutta la nostra umana esistenza in vista dell’eternità …per ciò che non passa ,preghiamo .
    Di cuore un augurio e preghiamo per sr Rita e le suore che con lei festeggiano il loro 50° di consacrazione …..

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  2. Sr rita

    Abramo porta in cuore la promessa di ricevere da Dio una terra e una numerosa discendenza. Eppure pare che questa promessa fatichi a realizzarsi. Abramo non ha un luogo in cui seppellire Sara. Deve contrattare e comprare un terreno e una grotta. Sarà la parte di impegno che è richiesto a ciascuno per realizzare le promesse? Ringrazio di cuore per la preghiera e per gli auguri. Per me è per le consorelle la promessa si compie con magnanimità da parte del Signore.

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  3. . Elena

    Nostalgia di una vita altra… nostalgia dell’aldilá, nostalgia di Te, Signore…
    Perché anche io conosco questo sentimento , e benché in vita ed in pienezza di forze ancora e tutt’altro che stanca del dono ricevuto, già conosco da tempo questa nostalgia di Te, mio Dio?
    Forse per ricordarmi che non appartengo al mondo, ai luoghi, alle cose e alle persone che pure amo molto, ma appartengo a Te solo? Allora il distacco è naturale e sano ed un gesto che oltre al dolore conosce una sua bellezza… Una bellezza alla quale ritornare, come a casa….
    Preghiamo per Suor Rita e per le consorelle in festa!

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