Sabato 2 giugno

di | 1 Giugno 2017

Matteo 23,37-39                                                       

 37 Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38 Ecco, la vostra casa è lasciata a voi deserta! 39 Vi dico infatti che non mi vedrete più, fino a quando non direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».

Commento

Rispetto a tutto il capitolo 23 il finale è totalmente diverso, sorprendente. È vero, i farisei hanno confuso la vera essenza della legge; è vero, la realtà della religiosità degli uomini non è mai pura, è segnata dal tema dell’ingiustizia e dell’apparire. tutto questo è vero e Gesù in qualche modo si scaglia contro questa situazione. Gesù è ben cosciente della realtà che lo circonda e di questo soffre. Ma Gesù è cosciente anche di un’altra realtà che è riassunta in maniera meravigliosa nel versetto: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali. L’immagine dice il senso materno di Dio, dice la sua azione di cura e di vigilanza di Dio sull’uomo. Ecco dove risiede la speranza di Gesù: non nel fatto che le cose possano cambiare un giorno grazie ad un’azione magica, ma nella certezza che Dio si prende cura dell’uomo. Questa è la certezza, la fede, la fiducia di Gesù: Dio si prende cura sempre dell’uomo, lui a questa fedeltà non viene meno. Certo, noi oggi non possiamo non considerare la vicenda attuale di Gerusalemme e in lei, del mondo intero, con tutte le sue complesse diversità, le sue terribili ingiustizie, e i suoi sanguinosi conflitti. Ma tutti sono “figli”, come i pulcini raccolti dalla chioccia sotto le ali. il fatto grave è che non sempre riusciamo a cogliere questa fedeltà di Dio. ma cogliamo solo  il rifiuto dei profeti inviati da Dio che alla fine si rivela come rifiuto di convertirsi alla pace! Perché Gerusalemme è la città della pace sognata.

Preghiamo

Preghiamo per la pace  a Gerusalemme. 

2 pensieri su “Sabato 2 giugno

  1. sr Rita

    Il dolore di Gesù per l’incomprensione da parte di Gerusalemme è come il dolore di una madre delusa dai figli. Penso a tante delusioni….e prego. Un ricordo per mia nipote Roberta nel giorno del suo compleanno.

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  2. sr Alida

    Gerusalemme quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come …..Prego perchè sappiamo riconoscere e non deludere la cura e l’amore di Dio per noi ,così da riconoscerci figli e fratelli .dello stesso Padre …per la pace a Gerusalemme .Un grazie per la vita di Roberta ….

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