sabato 18 giugno

di | 17 Giugno 2016

home2Marco 14,22-26                                                                                                              

     22 E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». 23 Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24 E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. 25 In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». 26 Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Commento

Al tradimento, Gesù risponde con il dono di sé. Questa è l’essenza del brano di oggi. Questa è l’essenza dell’eucarestia. Un dato interessante è che nell’eucarestia vi è come un capovolgimento di ruoli. Fino a questa ultima cena l’uomo offriva sacrifici di vario tipo a Dio per tenersi buono il Signore. Con questa nuova alleanza non è più l’uomo che sacrifica a Dio, ma Dio stesso decide di sacrificare se stesso nel dono della propria vita per il bene dell’uomo. Questa è una grande ed unica novità. È una nuova ed eterna alleanza. L’uomo guardando e imitando  Gesù, dona la sua vita, in atto di sacrificio per l’umanità intera, per l’uomo. L’aver Dio assunto la carne dell’uomo nell’incarnazione del Verbo ora svela la pienezza del suo significato: “Prendete, questo è il mio corpo”. Ecco il dono ultimo di Dio: il suo corpo fatto carne in Gesù, donato all’ uomo. L’antica Alleanza viene ora rinnovata con una nuova Alleanza che nessuno potrà spezzare perché non è collegata alla fedeltà del popolo, ma esprime tutta la fedeltà di Dio.  Quando celebro l’eucarestia ricordo questo atto di donazione completa di Gesù a favore dell’uomo. Celebro la nuova alleanza, faccio memoria del corpo e del sangue donato. Il fate questo in memoria di me diventa allora la possibilità perenne per tutta l’umanità di entrare nel supremo dono di Dio: l’offerta che il Figlio fa di Sé al Padre per la salvezza di tutti. E questo è il mistero profondo e la via nuova e vera della storia di ogni persona e dell’intera umanità: sarà vero e buono tutto quello che in qualche modo “celebrerà” l’evento supremo della salvezza e la pienezza dell’Amore.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i sacerdoti che ogni giorno celebrano l’eucarestia.

2 pensieri su “sabato 18 giugno

  1. sr Rita

    Prendete…questo è il mio corpo….il mio sangue…Se ogni volta che diamo un po’ di pane, o altre cose necessarie al vivere degli altri, potessimo dire: questo è il mio corpo…il mio sangue; cioè: in questo piccolo gesto, in questo dono c’è tutto di me….come sarebbe bello. Ogni nostro gesto sarebbe un gesto eucaristico.
    Prego per i sacerdoti che ci insegnano questa dinamica di dono. Prego e chiedo di far pregare per Padre Pedrinho: da 1% di possibilità di vita si sta passando al 5%! Dio sa e può. Che ascolti il pianto dei suoi poveri che si sentono smarriti nel timore di perdere questo loro padre.

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  2. Elena

    Signore, il dono di Te è ciò che pacifica l’uomo, è il dono supremo e tu ce ne fai parte. Cosa si può condividere più della propria vita?
    Prego per padre Pedrinho e per la sua comunità…
    Chiedo scusa, ma ho seri problemi con internet, però sono sempre con voi e vi accompagno nella preghiera… Elena

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