sabato 17 agosto

di | 16 Agosto 2019

Gc 3,7-12                                                                                                                    7 Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dalla razza umana, 8 ma la lingua nessun uomo la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. 9 Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. 10 E’ dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! 11 Forse la sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? 12 Può forse, miei fratelli, un fico produrre olive o una vite produrre fichi? Neppure una sorgente salata può produrre acqua dolce.

Commento

Continua questo proclama di Giovanni contro l’uso ingiusto e insipiente della parola e delle lingua da cui esce la parola. Io cerco di commentare a mio modo, partendo da questo testo. la realtà della comunicazione umana non è solo negativa: permette anche spazi di dialogo e di partecipazione, di creatività e di rapporto fra persone e culture. Questa comunicazione, però, richiede regole di comportamento e lavoro di selezione, controllo nel modo di esprimersi e rispetto di ogni idea, gusto della ricerca e capacità di essere critici. La parola è dono che chiede silenzio d’ascolto e desiderio di ricevere, riflessione personale e scambio comunitario, ricerca del positivo e amore alla verità, coraggio di mettersi in discussione e rifiuto dell’interesse, purezza di cuore e rispetto di ogni persona. E’ la gioia e la fatica di comunicare in profondità!  Anche nella Chiesa oggi assistiamo ad una inflazione di parole, di documenti, di interventi su ogni argomento e in ogni circostanza. L’invito alla moderazione e al controllo della comunicazione diventa importante anche per la comunità cristiana, tentata a volte di seguire e imitare i mezzi della comunicazione sociale nel loro modo di rapportarsi con la parola e la notizia.

Preghiamo

Oggi un ricordo per Felice Gimondi che ci ha lasciato.

 

2 pensieri su “sabato 17 agosto

  1. Elena

    Un pensiero ed una preghiera per chi non ha più l’uso della parola, ed è costretto al silenzio della voce a causa di malattia, infermità, violenze. Ricordo Felice Gimondi ed il mondo dello sport.

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  2. sr Alida

    Non avere il dono della voce e della parola è una delle sofferenze non da poco ,ho visto alcune persone così ;ancora una volta ne riconosco la necessità per me ,per noi che abbiamo il dono della parola ,del saper parlare o tacere a tempo opportuno …perchè non ci siano parole inutili senza senso e che non capiti di dire parole inutili false ,senza senso …e gioiamo delle benedizioni che possiamo dare e ricevere anche con la parole oltre che con la preghiera .Mi unisco alla preghiera per chi non può parlare e per Gimondi che il luogo dello sport sia un sano divertimento e non rivalità …

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