sabato 11 aprile

di | 10 Aprile 2020

sabato santo – Dal Vangelo secondo Matteo

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Commento

Questo testo è un po’ un’anticipazione della veglia pasquale, che ciascuno vivrà cercando un’occasione tra le tante tra tv, social e altro. In realtà oggi è un giorno di silenzio. Comunque anticipiamo il commento al vangelo della veglia pasquale. Gesù ha preso iniziativa sulla morte e l’ha sottomessa e la notte del tradimento di Giuda viene ribaltata dalla notte della fedeltà di Dio nei confronti dell’uomo. Della notte Cristo vince le tenebre e le oscurità del male imponendosi come “luce del mondo” alla quale tutti quanti attingiamo. Questa è la notte dei rimedi e della ricostruzione, nella quale si ristabilisce l’ordine debellato dal male, è la notte nella quale siamo messi in condizione di non vedere più il male, di non vagare nelle tenebre e nella perdizione, ma di procedere nella luce della Verità che ci viene offerta e donata. Cristo Risorto che rischiara le tenebre dell’errore e del peccato ci sprona a vivere da risorti e a scongiurare che il male seguiti a dissipare la nostra vita. Abbiamo detto però che il sabato santo lo si vive in silenzio e questo commento è solo l’anticipazione della grande veglia pasquale.

Preghiamo

Preghiamo per la chiesa

2 pensieri su “sabato 11 aprile

  1. Elena

    Il Sabato Santo per me è il giorno dell’attesa, del silenzio. Un silenzio pregno di speranza, un silenzio di pace, forse proprio quel silenzio fiducioso anche se doloroso, che accompagna un lutto, una perdita davanti alla quale si abbassa il capo e che si accetta, perché non può essere altrimenti. Ricordo i Sabati Santi dopo alcuni lutti importanti: il marito, il papà, la mamma, alcuni amici carissimi. Un’aria leggera, nuova, misteriosa, silenziosa con la presenza di chi ami ancora lì, forte. E la certezza che la morte pone fine sì alla vita terrena, ma anche al dolore, al calvario e che ora la persona che ami è libera da ogni male…. Il Sabato Santo è il tempo del mistero, della sospensione, dell’irrealtà reale del tuo stesso dolore, perché in fondo, poiché credi, sai che Colui che la morte ha sottratto, è solo tornato a casa…

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  2. sr Alida

    Grazie don di questo anticipo :notte in cui il Signore distrugge il male ,riprende un cammino di luce… . Mi ritrovo molto nel commento di Elena
    Grazie anche a te ….Per la Chiesa preghiamo

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