sabato 1 aprile

di | 31 Marzo 2017

fiori Matteo 15,32-39

32 Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». 33 E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 34 Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». 35 Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, 36 prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 37 Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene. 38 Quelli che avevano mangiato erano quattromila uomini, senza contare le donne e i bambini. 39 Congedata la folla, Gesù salì sulla barca e andò nella regione di Magadàn.

Commento

Un secondo racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci nel vangelo di Matteo. Consideriamo con attenzione la diversità del nostro testo da quello che abbiamo ascoltato in Mt 14,13-20. Ci sarà utile. Si può notare che il primo miracolo dei pani era voluto e provocato da Gesù in alternativa alla proposta dei discepoli che pensavano si potesse invitare la gente a procurarsi da mangiare nei villaggi intorno. Qui evidentemente questo non è possibile. Il luogo è veramente deserto. Ed è Gesù che richiama i discepoli alla situazione. Inoltre, mentre nel primo miracolo era stato Gesù ad avvicinarsi alla folla, qui è la folla che lo ha seguito, sta con Lui da tre giorni “e non hanno da mangiare” (v.32). La situazione è stringente e Gesù non li vuole rimandare digiuni,”perché non vengano meno lungo il cammino”. Si potrebbe dire che il primo miracolo non era razionalmente e mondanamente necessario, e Gesù lo ha in certo modo provocato e imposto. Qui invece la necessità è stringente. Ne possiamo dedurre un’ipotesi, e cioè che il primo miracolo voglia alludere fortemente all’Eucaristia, ad un banchetto cioè mondanamente non necessario, ma decisivo per cogliere il dono di Dio che accompagna e sostiene la storia del suo popolo. Qui il miracolo si collega alla contingenza concreta dell’impossibilità di risolvere il problema della sussistenza e della sopravvivenza della gente. E’ dunque come se il primo miracolo eucaristico generasse questo secondo, direttamente collegato alla fame delle persone. L’Eucaristia cioè,genera ed esige la concreta carità e la comunione fraterna dei figli di Dio. Possiamo arrischiare di concludere che come prima si erano nutriti di un pane del cielo, pur essendo anche allora in stato di necessità e di fame, ora si nutrono della carità divina e trasferiscono nella vicenda storica la comunione fraterna che li unisce nell’unica mensa dell’Amore di Dio. Eucaristia e Amore sono evidentemente inscindibili. Senza Eucaristia non si dà il miracolo dell’Amore fraterno. Un’Eucaristia che non si dilata nella storia come fraternità d’amore viene privata della sua potenza di generare una storia nuova non solo per i cristiani, ma per tutta l’umanità. La Chiesa dei primi tempi univa strettamente l’Eucaristia all’Agape fraterna che celebrava la fecondità storica del Pane del Sacrificio di Gesù.

Preghiamo

preghiamo per Patrizia

2 pensieri su “sabato 1 aprile

  1. sr Rita

    Gesù vede la folla, intuisce i suoi bisogni, chiede collaborazione ai discepoli, condivide il poco che hanno e compie una cosa straordinaria .Mi sembrano questi i parametri anche per la nostra missione, in qualsiasi posto siamo. Che possiamo imparare da Gesù questa compassione e agire di conseguenza. Prego per Don Sandro e le suore che vanno verso al conclusione degli esercizi. Io pure sono in Curitiba per un giorno di ritiro.

    Rispondi
  2. Elena

    Pane, amore, condivisione, fratellanza, compassione, misericordia….i miracoli di Gesù hanno molto altro , molto dì più, dietro ciò che appare. Questo siamo chiamati a leggere, sentire, cogliere e nutrire nelle nostre vite. Appare chiaro allora il nostro compito, che è quello di rendere viva questa Parola, con questo poco pane che diventa molto per tutti nei gesti di amore, compassione, condivisione, fratellanza, misericordia…
    Preghiamo per Patrizia e Nicoletta, in uno stato di grande sofferenza.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.