riti

di | 27 Marzo 2020

Riti è una parola che ci manca oggi. Ognuno aveva il suo rito. Chi va in montagna conosce il rito del preparare lo zaino e dello studiare il sentiero. Chi va all’atalanta conosce il rito sempre uguale del tifo allo stadio. La mamma conosce il rito del preparare il cibo, il papà quello del preparare il lavoro. A volte questi ruoli si invertono. Il giovane il rito del sabato sera. Azioni sempre uguali, ripetute in modo attento, mai automatico, ma con una cura precisa e quasi una sua sacralità. E poi ci sono i riti della chiesa: i sacramenti, la messa, la preghiera, il catechismo. Il triduo pasquale che forse non ci sarà. Ognuno, credente e laico, costruisce e vive dei suoi riti. Oggi ci mancano. Chiedete per esempio a chi va in montagna, chiedetelo agli insegnanti, chiedetelo ad un giovane, ad un prete, ad una comunità. nel libro il  piccolo principe c’è forse la definizione più bella di rito. Eccola: è la volpe che incontra il piccolo principe e dice così. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti. ” Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
” Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. ” E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Ci mancano i nostri riti. Dobbiamo inventare riti per questi giorni. E dovremo un giorno ripensare ai riti, rivalutarli, amarli, viverli in maniera nuova e autentica.

4 pensieri su “riti

  1. Elena

    A me piacciono i riti, mi danno tanta pace, mi preparano agli incontri soprattutto. Amo moltissimo il Piccolo Prncipe…Ed ogni situazione non improvvisata, ma meditata ed anche amata e accolta ha, ed acquista i suoi riti. Preziosi, sacri, sì, hai usato la parola giusta perché intrisi di tutto ciò che noi siamo e di ciò in cui crediamo, amiamo, desideriamo condividere o gustare per stare bene con noi stessi e con gli altri …. Riscopriamo anche la lentezza e la profondità dei nostri riti, ora che il tempo non ci manca…

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  2. Sr Rita

    Il rito e l’amore che li abita. Mi pare sia possa anche chiamare fede.

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  3. sr Alida

    i riti se vissuti con cuore ,ci aiutano a scoprire ,ciò che da senso al nostro cammino umano e spirituale .

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