prezzemolo

di | 11 Luglio 2020

Mi regalano una piantina di prezzemolo e i ragazzi del cre la piantano insieme al resto del prezzemolo. Poi un amico mi chiede se ho una piantina di prezzemolo, ritolgo la piantina dalla terra e gliela regalo. Il tutto nel giro di un giorno. Spero che la piantina di prezzemolo dopo tutti questi cambiamenti si adatti alla nuova casa. Sono degli amici fidati quelli che hanno in custodia la piantina di prezzemolo e quindi mi fido che andrà a stare bene nella nuova casa. In fine dei conti il prezzemolo sta bene su ogni cibo, da un sapore unico, soprattutto ai risotti. Mi ricordo il Benni che il mercoledì sera durante le cene con don Roberto mi faceva tritare il prezzemolo con la mezzaluna. Dopo un po’ che mi guardava mi diceva: “se ti vedono quelli del mato grosso a tagliare il prezzemolo a quella velocità ti licenziano subito.” A parte il fatto che quelli del mato grosso mi piacciono e li ringrazio per tutto quello che fanno e poi non mi sembrava di andare proprio così lento. Erano le piccole questioni della casa dell’Agro. Le grandi questioni le discutevamo in maniera seria alla presenza di don Roberto. Ma torniamo al nostro prezzemolo. Quest’anno ne ho proprio tanto nell’orto. È stato piantato mesi fa ed è cresciuto bene. Il primo problema che mi pone il prezzemolo è che cresce lentamente. Come la mia vita, matura lentamente e sono pienamente cosciente che, anche se ho 57 anni, devo ancora maturare molto. Non mi fa male riconoscere questa cosa, e quando qualcuno mi dice che devo maturare ancora non fa altro che dire la verità della mia vita. Grazie quindi a chi mi ricorda che io ho tempi lunghi per la mia crescita. Mi sento come il prezzemolo: lento nella crescita. In fin dei conti sono sempre in ricerca e vorrei sempre avere ampie radure da percorre per quanto riguarda la maturità e non un divano su cui sedermi per sentirmi arrivato. Siamo noi che pretendiamo dagli altri una crescita rapida e veloce. Io che voglio che il mio prezzemolo possa crescere rapido, il più rapido possibile, devo accettare la logica di un suo maturare lento e così dovrei fare con me stesso e con le persone. Certo, lentamente, ma cresce, l’importante è crescere. Ha un bel carattere il prezzemolo sta bene con tutti, è di compagnia. E il suo profumo lo si distingue in mezzo a tanti altri ortaggi. Ma è anche esagerato, se sbagli la quantità da mettere su un buon risotto, alla fine il sapore del risotto va a farsi benedire e allora porto sulla tavola un risotto al prezzemolo e qualche vago sapore di zucchina. Ma è proprio così di chi sta bene con tutti, il rischio è che il suo sapore, la sua personalità così ricercata prevalga su tutto. Chiedete ad un fondatore che ha riempito del suo sapore per anni tutto quanto ha creato, di mettersi da parte. Che fatiche stare in un angolo. Mio nonno Angelo, che era un grande e che aveva il dono di essere leader seguito dai giovani, un giorno decise di consegnare la tessera del pci dicendo, adesso tocca a voi giovani e si ritirò in un orto e a giocare con i suoi nipoti. Guardava con perplessità i giovani, ma non si intromise più. Ringrazio Dio che non mi ha fatto prezzemolo che sta bene in ogni dove e così mi evita questa questione di una onnipresente presenza. Eppure il prezzemolo mi ispira. Non fa ombra agli altri è colui che esalta in maniera discreta la relazione amicale. Con la sua presenza esalta il gusto degli altri. Ma il prezzemolo per esaltare la relazione amicale deve rimanere umile e di presenza delicata.

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