offro la mia riflessione

di | 14 Giugno 2023

Offro la mia versione per quanto riguarda la questione dell’essere leader. E prendo spunto dalla parola sacra. Nella bibbia non ci sono leader, ma profeti ed in generale non è detto che questi uomini, ma nella bibbia ci sono anche donne profetesse, sono leader con un seguito.  Il leader carismatico per eccellenza, nella nostra tradizione, è il profeta, cioè qualcuno seguito liberamente per la sua autorevolezza. Nella parola sacra non funziona così. I principali profeti della Bibbia (da Mosè a Geremia) non si sentivano leader, né, tantomeno, volevano diventarlo. Il solo pensiero di dover guidare qualcuno li terrorizzava. Sono scelti tra gli scartati, gli ultimi, sono anche balbuzienti come Mosè, giovani impauriti come Geremia ma capaci di ascoltare il popolo e soprattutto di seguire una voce. Questi uomini e queste donne sono qui a raccontarci una cosa molto semplice, ma che è fuori da tutti i canoni del modo con cui oggi pensiamo al leader. Il loro canone principale non era trascinare un popolo, ma ascoltare una voce che veniva dal profondo del cuore e che chiedeva come prima cosa non l’arte del successo, del trascinatore, ma l’arte delle sequela, del seguire la voce che stava nel profondo del cuore. Interessante questo percorso di vita: i profeti non chiedevano di seguire la loro voce, le loro intuizioni, ma imparavano loro stessi a seguire la voce che stava nel profondo del cuore e che loro chiamavano Dio. Un’altra caratteristica di questi leader al contrario è che in generale non aveva non un grande successo. Erano gli uomini dell’insuccesso. Oggi la leadership è invece presentata come strada per raggiungere l’altra parola magica del nostro Mondo: il successo, l’essere vincenti. Gli uomini del successo, seguiti e adulati, erano i falsi profeti che uscivano spesso dalle “scuole profetiche” che sfornavano moltitudini di profeti per mestiere e ciarlatani per profitto. In questi giorni stiamo adulando, quasi santificando un uomo del successo. Ma questo non è il vero profeta, egli apparteneva alla scuola di quei profeti di corte che cercavano successo e profitto. Fare per lui lutto nazionale, fermare i lavori in parlamento per 7 giorni, mi sembra davvero troppo. Non è un santo, non facciamolo santo.

Un pensiero su “offro la mia riflessione

  1. franca

    Approvo pienamente quanto dici, personalmente non approvo neppure i funerali di Stato( usano anche i miei soldi),
    Ha occupato posti importanti delle istituzioni facendo il comico e di sicuro non il rappresentante onesto della
    comunità.Purtroppo è stato eletto e questo è colpa di un popolo che sta perdendo il vero senso della vita

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