numero tre

di | 13 Luglio 2023

È vero, il nostro orto in questo periodo non è il massimo dello splendore, ma più di così non so bene che cosa posso fare. Anzi che cosa possiamo fare. Non amo fare l’elenco delle cose che non funzionano. In questo spazio mi sono ripromesso di raccontare di me e delle mie vicende e della vita che mi circonda. E non voglio fare la morale a nessuno. Ma è un dato di fatto che l’orto non è al massimo dello splendore. Nella parola sacra vi è come un gioco strano di numeri. Uno è solitudine, tanto è vero che Dio ha pensato bene di essere tre, trinità. Due formano la coppia, ma non basta ancora. In due, coppia si può vincere la solitudine, ma non si può aggiustare il mondo, non si può far tornare ad un degno splendore il nostro orto. Non basta la coppia, il numero due; è necessario il numero tre. Provo a dirlo in un altro modo. Il due è la coppia, ma la coppia chiusa tra i due non va volto lontano, ha bisogno di un’apertura che va oltre il due, numero che dice la coppia. Non sto parlando del tre che è il figlio, che è comunque gran cosa e che costringe la coppia ad andare oltre il due. Sto parlando di ogni forma di apertura oltre i due che si guardano. La coppia è due, la comunità, la famiglia è tre. Il tre apre ad una relazione che va oltre, che si apre all’infinito, che arriva anche al divino. Con il tre inizia la comunità, apre la coppia fino ad includere potenzialmente tutti. Che c’entra tutto questo con lo splendore del nostro orto, anzi con il mancato splendore del nostro orto? Forse manca, il tre l’apertura ad una comunità, la capacità di pensare insieme, di essere comunità che sa gestire il tutto fino a far diventare un semplice orto uno splendore. Il tre è di più di una buona squadra. Il tre è l’amore vicendevole, la carità di comunità, la capacità di camminare insieme. quanta fatica faccio a camminare con gli altri!! Noi parliamo tanto di dialogo, che sono le parole che passano tra persona a persona, tra due persone, e va bene. Ma ho letto da qualche parte che è meglio il trialogo, che sono le parole che girano dentro una comunità. Un orto ha bisogno di un trialogo, di una comunità, non basta un semplice dialogo. E magari tutta la vita ha bisogno di un trialogo, di una trinità, di una comunità che genera un dialogo di amore.  

2 pensieri su “numero tre

  1. Sabrina

    Buongiorno Alessandro, tengo a dirti inanzi tutto che non ho il pollice verde e che la prima piantina che é nata dal un bulbo, oltre che un miracolo della natura, é stato per la compassione di mio marito che la bagna di nascosto. Ma il tuo tre cambia tutto, mi fa venire voglia di venire nel tuo orto…che sicuramente se non é bello in questo momento non é solo per la mancanza di mani, ma per il cambiamento climatico che ci sta sconvolgendo.
    Ti ammiro però perché non ti arrendi neanche davanti alle avversità e provi a mandare avanti, anche nella terra povera, un messaggio di speranza. Grazie Don, non vedo l’ora di essere invitata al tuo orto, alla tua chiesa e a conoscere la tua comunità, che sicuramente é la parte migliore di te, che ti dà la pazienza e il coraggio di aprirti al mondo.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.