mercoledì 8 novembre

di | 7 Novembre 2017

lettera ai romaniRm 3,1-8                                          

1Che cosa dunque ha in più il Giudeo? E qual è l’utilità della circoncisione? 2Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto perché a loro sono state affidate le parole di Dio. 3Che dunque? Se alcuni furono infedeli, la loro infedeltà annullerà forse la fedeltà di Dio? 4Impossibile! Sia chiaro invece che Dio è veritiero, mentre ogni uomo è mentitore, come sta scritto: Affinché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e vinca quando sei giudicato. 5Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio, che diremo? Dio è forse ingiusto quando riversa su di noi la sua ira? Sto parlando alla maniera umana. 6Impossibile! Altrimenti, come potrà Dio giudicare il mondo? 7Ma se la verità di Dio abbondò nella mia menzogna, risplende di più per la sua gloria, perché anch’io sono giudicato ancora come peccatore? 8E non è come alcuni ci fanno dire: «Facciamo il male perché ne venga il bene»; essi ci calunniano ed è giusto che siano condannati.

Commento

Sembra andare verso la conclusione questo discorso contro la legge. Sappiamo che Paolo riprenderà tale discorso più avanti, ma intanto prova a tirare le prime conclusioni. La promessa di Dio della salvezza fatta ai padri non basta per vivere l’oggi della fede. le antiche risposte fatte ai padri non bastano per salvare l’uomo perché esse richiedono di essere attualizzate nell’oggi della storia. Sappiamo che Dio è fedele ma viene come richiesta una fedeltà attuale dell’uomo, una risposta responsabile nell’oggi. Questo passaggio porterà successivamente alla ricerca della fede come luogo e pratica della salvezza. Paolo afferma che il fatto di conoscere la legge non metteva i Giudei su un piedistallo perché più si conosce la legge, più si vedono le nostre magagne. Allora uno si potrebbe chiedere “non serve a niente tutto quello che si fa?” Paolo dice: “No!”. E’ utilissimo tutto quello che si è ricevuto ed il popolo d’Israele ha ricevuto un titolo di privilegio perché il Signore si è fidato di lui, e gli ha affidato la sua Parola. Non solo gli ha fatto conoscere il Vangelo, ma glielo ha affidato. Però, si dice, ci sono alcuni che non sono stati fedeli a questo mandato e non hanno creduto al vangelo; e allora? Noi sappiamo che la loro infedeltà non può annullare la fedeltà di Dio, che è superiore ad ogni infedeltà. Dobbiamo stare tranquilli, non dobbiamo confidare nelle nostre presunte virtù, perché più forte di quelle c’è la fedeltà di Dio.

Preghiamo

Preghiamo per don Virgilio.

3 pensieri su “mercoledì 8 novembre

  1. sr Rita

    LA NOSTRA Infedeltà NON ANNULLA LA Fedeltà DI DIO. Mi basta questa certezza per sentirmi fortunata di essere nata e cresciuta nella conoscenza di Gesù Cristo. Prego per Don Virgilio e per il vescovo della mai diocesi che non sta affatto bene.

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  2. . Elena

    Noi proviamo, tentiamo di fare bene le cose, a volte ce la mettiamo proprio tutta, ma da soli non possiamo nulla. La nostra umanità è fragile sempre! Dall’altra parte, la presenza di Dio, attraverso il Figlio, fa da ponte a tutti noi, rende significative le nostre esperienze di fede. I nostri cammini, sebbene imperfetti, riacquistano senso e spessore, proprio grazie all’azione di salvezza e di misericordia di nostro Signore. Noi, da soli, non possiamo nulla! Dà speranza e fiducia, questa Parola.
    Una preghiera condivisa per don Virgilio, per il vescovo e per il nostro parroco.

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  3. sr Alida

    La nostra infedeltà non annulla la fedeltà di Dio .,siamo davvero fortunati …ad avere un Dio così…un Dio che è Padre …Sapersi figli amati ,nonostante noi ,possa essere la serenità e la consolazione che ci accompagna e crei in noi un cuore grato ed umile …Condivido la preghiera per don Virgilio ,per il vescovo della diocesi brasiliana ,per i parroci e sacerdoti delle nostre chiese.

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