Mercoledì 3 giugno

di | 2 Giugno 2015

 1 Giovanni 4,1-6 

1 Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. 2 In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; 3 ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. 4 Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. 5 Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. 6 Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.

Commento

Anche se certamente non so trarne tutte le conseguenze, mi sembra di grande rilievo questa “responsabilizzazione ” di ogni credente da parte di un “capo”. Siamo abituati a che siano appunto i “capi” a discernere e a sentenziare. Il fatto che sia chiesto a ciascuno e a tutti di mettere “alla prova gli spiriti” sembra indicare una grande maturità della fede.dunque questa è la prima indicazione per questo brano. Essere capaci di forme e di scelte responsabili, non guidate da capi. La cosa che preoccupa di più san Giovanni è  quella di non seguire tutte quelle teorie spirituali che sembrano o vogliono negare l’umanità, la prima esperienza di uomo tra gli uomini. Queste teorie spirituali fanno diventare Gesù quasi un essere senza corpo, senza passione, perfetto in tutto e quindi non umano. Essere capaci di scegliere vuol dire scegliere l’uomo Gesù, vuol dire valorizzare tutta la sua umanità e la sua passione per l’ uomo. Ma vuol dire anche essere capaci di prendere sul serio la nostra umanità e viverla fino in fondo. Questo ci  chiede oggi Giovanni. La carne, il corpo, la ragione e i sentimenti, la volontà e la fragilità,  la decisione  e la valutazione tutto questo fa parte della nostra umanità, come tutto questo è stata la vita di Gesù.

Preghiamo

Preghiamo per la chiesa che possa essere sempre maestra di umanità. 

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il dio di Abramo il dio di Isacco e giacobbe, voi siete in grande errore. Dio è Dio dei vivi e non dei morti.

2 pensieri su “Mercoledì 3 giugno

  1. Elena

    Leggo parole riguardant lo spirito, questo sconosciuto….
    Spirito che viene da Dio e spirito che non lo riconosce. Spirito che si separa dalla carne in cui ha abitato per superarne i confini e le convenzioni umane.
    Penso ad ogni uomo come ad un essere spirituale, ma lo spirito di Dio è ovunque. Gesù ce lo ricorda molte volte, e ci ricorda anche del nostro corpo come strumento di amore e tenerezza, sostegno e solidarietà umana. Che possiamo sempre averne rispetto.
    La Chiesa, come corpo di Cristo, sia strumento di amore e di presenza concreta per tutti gli uomini e lo spirito che la attraversa, sia uno spirito vivificante per tutta la comunità degli uomini.
    Vorrei ricordare nella preghiera quanti soffrono nel corpo e nello spirito.
    Buona giornata, Elena

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  2. suor Rita

    ” Non prestate fede ad ogni spirito. Mettete alla prova gli spiriti”. Bella questa esortazione di Gesù, questo invito al discernimento degli spiriti. Non tutto quello che è “spirituale” viene dallo Spirito. Mettere alla prova vuol dire anche purificare, separare, porre interrogativi, cercare di capire profondamente, scegliere cosa tenere e cosa lasciare. E tutto questo richiede libertà interiore, intelligenza nello Spirito, voglia di verità. Ci sia dato un po’ di quel Santo Spirito che ci rende possibile questo processo di discernimento.

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