Mercoledì 28 settembre

di | 27 Settembre 2016

home2 Siracide 22,1 – 15

1 Il pigro è simile a una pietra insudiciata,
tutti fischiano in suo disprezzo.
2Il pigro è simile a una palla di sterco,
chi la raccoglie scuote la mano.

3Un figlio maleducato è la vergogna di un padre,
se è una figlia il danno è più grave.
4Una figlia sensata troverà marito,
la svergognata è un dolore per chi l’ha generata.
5La figlia sfacciata disonora il padre e il marito,
dall’uno e dall’altro sarà disprezzata.
6Un discorso inopportuno è come musica in caso di lutto,
ma frusta e correzione sono saggezza in ogni tempo.
7I figli che hanno di che vivere con una vita onesta
fanno dimenticare l’umile origine dei loro genitori.
8I figli che millantano superbia e cattiva educazione
disonorano la nobiltà delle loro famiglie.

9Chi ammaestra uno stolto è come uno che incolla cocci,
che sveglia un dormiglione da un sonno profondo.
10Parlare a uno stolto è parlare a chi ha sonno;
alla fine dirà: «Cosa c’è?».
11Piangi per un morto perché ha perduto la luce,
piangi per uno stolto perché ha perduto il senno.
Piangi meno per un morto perché ora riposa,
ma la vita dello stolto è peggiore della morte.
12Il lutto per un morto dura sette giorni,
per uno stolto ed empio tutti i giorni della sua vita.
13Con uno stolto non prolungare il discorso,
e non frequentare l’insensato:
nella sua insipienza ti disprezzerà in ogni modo.
Guàrdati da lui, per non avere noie
e per non contaminarti al suo contatto.
Evitalo e troverai pace,
non sarai disgustato dalla sua insipienza.
14Che c’è di più pesante del piombo?
E qual è il suo nome, se non quello di stolto?
15Sabbia, sale e massa di ferro
si portano meglio che un insensato.

Commento

In questo testo vengono descritti ritratti di persone stolte e sagge. Come in  una galleria di ritratti qui vengono mostrati i modelli, le matrici, le caratteristiche di fondo di questi personaggi. Il modello del pigro è addirittura quasi volgare. Infatti viene paragonato allo sterco che nessuno vuole tenere in mano. Una questione legata al pigro è che noi tendiamo a far diventare pigri tutti coloro che faticano a lavorare.  Non credo che sia così. Mi sembra invece che a volte per molti uomini e donne non si tratta immediatamente di pigrizia ma di difficoltà di altro genere. È anche vero che la categoria del pigro o del fannullone quando è reale è davvero insopportabile.  La stessa cosa vale per la categoria dei figli e delle figlie. Il testo non privilegia il maschio  o la femmina, dichiara invece che i figli possono essere la gloria o la rovina della famiglia stessa. Qui si aprirebbe un lungo dibattito sul grande, controverso, ma necessario tema dell’educare. Questa sera mi astengo da ogni pensiero su questo argomento, ben sapendo quanto è complesso, affascinante e insieme incerto. E per finire viene presentata la figura dello stolto che è colui  che è empio perché manca del timore del signore. Dicevo all’inizio che questi sono tutti modelli, immagini. Noi possiamo rispecchiarci in esse e di conseguenza riflettere sulla nostra vita. Pigro, figlio sapiente o empio, stolto o saggio, questi sono i tratti degli umani. E noi?

Preghiamo

Preghiamo per Daniel

3 pensieri su “Mercoledì 28 settembre

  1. sr Rita

    ” I figli che hanno di che vivere con una vita onesta fanno dimenticare l’umile origine dei loro genitori.” Mi piace molto questa affermazione perché , grazie a Dio. è un poco il ritratto della mia famiglia: nati e cresciuti nella povertà ogni figlio ha fatto il suo cammino assaporando la fatica del lavoro, della privazione, della tenacia fino a a raggiungere una situazione serena, dignitosa, stabile. Ringrazio i miei genitori che ci hanno educato a una vita sobria, onesta, aperta alla fiducia in Dio e alla sensibilità verso gli altri. Abbastanza poveri per non sentirci superiori agli altri. Abbastanza ricchi per non sentirci disprezzati dagli altri.
    Preghiamo per tutti coloro che non sanno accettare le loro origini e percorrono strade empie.

    Rispondi
  2. sr.Alida

    il Siracide ci rimette all’erta per non assumere ,comportamenti e relazioni scorrette…Un conto è la pigrizia un conto è non riuscire ad essere efficenti come gli altri ,un conto è la sollecitudine ,un conto è la fretta o l’urgenza… Chiedo al Signore,di valorizzare quanto di bene e di valore ricevuto in famiglia di accogliere la storia passata,come tesoro da cui trarre speranza e forza per il cammino ,onde vivere ciò che ho imparato …l’onestà ,il vero il bello.e.prego per Daniel

    Rispondi
  3. Elena

    Quanta ricchezza di riflessioni nel testo odierno.
    Rifletto spesso sull’agire, sul pensare prima dell’agire, sull’astenersi dall’agire, sulla prontezza e sulla pigrizia. Rifletto moltissimo sull’educazione, sui modelli, sul mio essere una buona madre o una madre che spesso sbaglia atteggiamento nei confronti dei figli. Cerco di confrontarmi ed aggiustare il tiro. Qui mi manca sicuramente la figura di un padre per i miei figli, come modello e contenitore, ma anche come supporto saggio e diverso da me.
    Prego, ascolto, cerco ogni giorno di fare del mio meglio, e chiedo perdono per i molti errori. Confido nella saggezza condivisa e nel buon senso, confido nella Provvidenza e mi affido al Padre, dove non ce la faccio…. a volte ci sono realtà più grandi di me….
    Apprezzo i valori insegnatimi dai miei genitori semplici e fedeli e prego per le nuove generazioni, la cui vita è più complessa e confusa della nostra.
    Un pensiero rivolto al Padre per Daniel.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.