mercoledì 27 maggio

di | 26 Maggio 2015

 

 1Giovanni 1,5-10   

5 Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. 6 Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. 7 Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. 8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.

Commento

Dio è luce. Questa è la prima indicazione di oggi. Mi sembra che voglia dire che in Dio vi è chiarezza, limpidezza, verità. E che proprio grazie a questa verità la vita di Dio è luminosa. Quanta fatica a stare in questa limpidezza! Quanto desideriamo rapporti luminosi, limpidi, veri! Ecco, in Dio, dice Giovanni questo è possibile perché lui è la luce e la verità. Stare con il Signore non è frutto di impegno “mistico” da elevazione spirituale, ma pensare che anche per noi poveri peccatori vi è uno spazio di luce che ci porta alla comunione con Dio. ma come  possiamo camminare nella luce, in modo di essere noi stessi in comunione tra noi, e potere essere da Lui purificati da ogni peccato? Perché è chiaro che “se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi” . Dunque, ecco la strada! Per camminare nella luce, “confessiamo i nostri peccati” cioè riconosciamo la verità della nostra vita, la verità di chi siamo noi.  strada semplice, austera e vera. Mi sembra cioè che si debba dedurre che non esiste uno “stato” di purezza e di luce, ma che incessantemente questo ci è dato nel nostro camminare confessando i nostri peccati, le nostre fragilità. Mi sembra di poter dire che addirittura, più si cammina nella luce del Signore, più è forte l’esigenza di confessare i nostri peccati, proprio perché la grazia divina ci introduce sempre di più in questa luce.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che non hanno una casa.

 Dal Vangelo secondo Marco 10,28-31

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.  Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo  flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà». Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».  Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

 

4 pensieri su “mercoledì 27 maggio

  1. Elena

    La luce….
    Quanto è dolce un cammino nella luce, sicuro, ci riempie l’anima. Ma per essere nella luce bisogna fare delle scelte. Mi piace pensare di essere in cammino verso la luce, anche se attraverso zone d’ombra e a volte il buio pesto. Ma so che la luce c’è, la cerco, la desidero e ne sono attratta indiscutibilmente. Ho bisogno di riconoscere i miei sbagli e la mia pochezza, la mia incapacità di rimanere nella luce in ogni cosa. Ho bisogno di riconoscermi nell’errore e nella fatica e a volte ho bisogno di molto aiuto, del perdono di Dio e degli altri, perchè gli errori, a volte, sono proprio grandi!
    Anche nel brano di Vangelo dedicato a questo giorno si parla di attraversare aspetti dolorosi e oscuri. Dal niente non viene niente…. perciò, Signore, dammi la forza di rimanere tesa verso la tua Luce, perchè è in Te che riesco a trovare pace e gioia!
    Condivido la preghiera per chi non ha una casa, fisicamente e nell’anima di chi gli è vicino….
    Elena

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  2. silvia coter

    Condivido i commenti di don Sandro e di Elena…è vero, è difficile camminare nel buio per andare verso la luce, anzi forse difficile è fare il passaggio dal buio alla luce, come quando dopo molto tempo passato al buio, vedendo la luce i nostri occhi fanno fatica a restare aperti e bruciano… Riconoscere a noi stessi (e all’altro) i nostri peccati, le nostre fragilità, i vizi, la nostra verità, è una gran fatica… Spirito Santo, spirito di luce donaci questa forza e questo coraggio e poi la dolcezza e la pace del perdono e il tepore della luce che illumina e riscalda la nostra vita, consapevoli e grati che tu non sei il Dio dell’una tantum ma rinnovi incessantemente i tuoi doni per noi!

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  3. ingridcicolari

    Essere ultimo e vedere la luce.. Aspetti difficilissimi,modi di essere, di vivere che a volte portano dolore e gioia ..ultimi o primi, luce e buio..niente è statico. .per conoscere buio o luce vuol dire averli provati come l”essere primo o ultimo..questo è il cammino,la conoscenza infinita dell’amore che rimane mutando
    Condivido e mi aiutano molte le vostre riflessioni e la preghiera di Don Sandro… E mi chiedo a volte dove è la mia casa? E la casa di tutta l’ umanità?
    Buona giornata

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  4. suor Rita

    La parola che ci viene presentata in Giovanni è come uno spartiacque: luce e tenebre – peccato e perdono. Noi siamo l’uno e l’altro contemporaneamente e il cammino della nostra vita è lo spazio in cui decidere da che parte stare, almeno come direzione. Sento tremendamente forte l’attrazione alla luce, al bene, al perdono e di questo lodo il Signore. Nel contempo sperimento come sia facile deviare e accontentarsi della mediocrità propria e altrui. Ieri abbiamo accolto una adolescente nella nostra casa: una storia difficile come tante altre, ma la sua ha uno spessore unico: l’ho letto nello sguardo del papà che è venuto a chiedere di accoglierla. La mamma tre anni fa ha abbandonato la famiglia; il patrigno ha abusato di lei; adesso che il papà ha trovato una campagna ha dovuto scegliere tra la donna e la figlia. Questa mattina, la ragazzina mi dice: quanto mai non sono venuta prima in questa casa….
    Prego che il Signore ci aiuti ad essere per lei sorelle, madri, e padri…secondo la necessità della sua crescita. E che la sua vita si avvii verso la Luce.

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