mercoledì 22 novembre

di | 21 Novembre 2017

lettera ai romani Rm 5,15-17                                     

15Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo si sono riversati in abbondanza su tutti. 16E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. 17Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.

Commento

Dentro questo confronto tra Adamo e Gesù emerge un particolare interessante. Esiste di fatto una “sproporzione” enorme tra il male provocato dall’uomo e il bene ricevuto da Dio. Non quindi che il male dell’uomo è simmetrico il bene di Dio. E neppure che al far male dell’uomo è simmetrico il far bene di Dio. Al male dell’uomo “cor-risponde” il bene di Dio! Non la sentenza della condanna, ma l’annuncio della salvezza! E questa risposta di grazia e di amore è meravigliosamente ben più alta  del male dell’uomo. La tesi di Paolo definisce allora questo principio espresso con le parole “…molto di più”. Molto di più è la sproporzione tra “la caduta di uno solo”, Adamo, e “il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo”, dono e grazia “riversati in abbondanza su tutti”. Molto di più è la  sproporzione tra il regno della morte a causa di quel solo uomo e il regno della vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Al male compiuto dall’uomo risponde il bene donato da Dio. Ma questo bene non solo non è la condanna dell’uomo da parte di Dio, ma è l’immensità del dono di Dio. Questo è l’annuncio della salvezza che oggi ancora una volta viene affidato a noi, a ciascuno di noi e a noi tutti insieme. Questo dono di grazia si  pone senza nessun “se” richiesto all’umanità. Non è che la Parola che oggi ascoltiamo diventerà salvezza “se” l’uomo si convertirà! Ma è tale adesso, nell’assoluto “a priori” di Dio, a prescindere dalla risposta dell’uomo.

Preghiamo

Preghiamo per tutti coloro che soffrono nella vita per qualsiasi motivo.

3 pensieri su “mercoledì 22 novembre

  1. sr.Alida

    Dono e grazia riversati in abbondanza su tutti..al di la della nostra risposta ….grazie di cuore Signore Fa che non sciupiamo questi doni…e ci accorgiamo del Tuo amore .Mi unisco alla preghiera per tutti coloro che soffrono nelle varie situazioni ,chiedo una preghiera per Lucrezia un ‘operatrice del Palazzolo di Milano che il Padre ha preso con Se ,per i figli e famigliari.

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  2. sr Rita

    …..quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Grazie Signore per l’abbondanza di grazia per la chiamata a “regnare” per mezzo tuo. Non è facile questo discorso di Paolo ma fa bene sentirlo.

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  3. . Elena

    È bello pensare e credere in questa sproporzione tra il bene di Dio e il male dell’uomo. Mi fa sperare che ci siano possibilità e soluzioni anche dove sembra che tutto sia arso, perduto, distrutto, sgomento. Mi fa vedere la luce attraverso il buio e la bontà e la bellezza anche nelle storie più dure. Che non perdiamo mai lo sguardo attraverso Te, Signore…
    Mi unisco alle vostre preghiere.

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