mercoledì 2 settembre

di | 22 Settembre 2020

’20 – At 28,1-16                                                       

1 Una volta in salvo, venimmo a sapere che l’isola si chiamava Malta. 2 Gli abitanti ci trattarono con rara umanità; ci accolsero tutti attorno a un fuoco, che avevano acceso perché era sopraggiunta la pioggia e faceva freddo. 3 Mentre Paolo raccoglieva un fascio di rami secchi e lo gettava sul fuoco, una vipera saltò fuori a causa del calore e lo morse a una mano. 4 Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti dicevano fra loro: «Certamente costui è un assassino perché, sebbene scampato dal mare, la dea della giustizia non lo ha lasciato vivere». 5 Ma egli scosse la serpe nel fuoco e non patì alcun male. 6 Quelli si aspettavano di vederlo gonfiare o cadere morto sul colpo ma, dopo avere molto atteso e vedendo che non gli succedeva nulla di straordinario, cambiarono parere e dicevano che egli era un dio. 7 Là vicino vi erano i possedimenti appartenenti al governatore dell’isola, di nome Publio; questi ci accolse e ci ospitò con benevolenza per tre giorni. 8 Avvenne che il padre di Publio giacesse a letto, colpito da febbri e da dissenteria; Paolo andò a visitarlo e, dopo aver pregato, gli impose le mani e lo guarì. 9 Dopo questo fatto, anche gli altri abitanti dell’isola che avevano malattie accorrevano e venivano guariti. 10 Ci colmarono di molti onori e, al momento della partenza, ci rifornirono del necessario. 11 Dopo tre mesi salpammo con una nave di Alessandria, recante l’insegna dei Diòscuri, che aveva svernato nell’isola. 12 Approdammo a Siracusa, dove rimanemmo tre giorni. 13 Salpati di qui, giungemmo a Reggio. Il giorno seguente si levò lo scirocco e così l’indomani arrivammo a Pozzuoli. 14 Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana. Quindi arrivammo a Roma. 15 I fratelli di là, avendo avuto notizie di noi, ci vennero incontro fino al Foro di Appio e alle Tre Taverne. Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio. 16 Arrivati a Roma, fu concesso a Paolo di abitare per conto suo con un soldato di guardia.

Commento

Questo passaggio per Malta è singolare. Non è ricordato come luogo di predicazione evangelica, ma piuttosto viene assimilato al viaggio e alle sue peripezie. Il risultato è interessante e mette in luce un volto della vita cristiana assai poco ricordato, e relativamente raro anche nelle Scritture, e cioè che i discepoli del Signore sono piccoli e poveri come il loro maestro e Signore, Gesù. Nel nostro brano di oggi la lode è rivolta agli abitanti di Malta, da quelli che accendono un fuoco per asciugare e confortare i naufraghi, al governatore che li prende in casa sua, i discepoli di Gesù sembrano essere testimoni silenziosi della potenza d’amore del Figlio di Dio. Non predicano, infatti. Però, in Paolo, sono testimoni e operatori della carità divina, e le molte guarigioni ne sono il segno evidente. Pur senza che si parli di annunci e di conversioni.  Si coglie una situazione diversa al loro arrivo sulla penisola, dove, tra Pozzuoli e Roma ormai vicina, si moltiplicano i segni di un’accoglienza da parte dei fratelli di fede veramente gentile, che sarebbe bello noi sapessimo imitare. Ci sono parecchi chilometri tra Roma e il Foro Appio e le Tre Taverne, dove i cristiani di Roma si recano per incontrarli e per fare con loro l’ultimo tratto di strada. Questo provoca nell’Apostolo una reazione positiva: “Paolo, al vederli, rese grazie a Dio e prese coraggio” . Forse, qualche motivo di timore e di ansia egli portava con sé in relazione all’incontro con la grande comunità ebraica della capitale dell’impero.

Preghiamo

Preghiamo per la nostra gente

2 pensieri su “mercoledì 2 settembre

  1. Elena

    Viaggio pieno di pericoli ed incontri singolari. Viaggio in cui fede, accoglienza e gentilezza, ospitalità e cura si contrappongono alla durezza del cuore di altre persone. È bella questa pagina intrisa dell’amore di Dio e del suo manifestarsi attraverso le piccole cose e la continua salvezza. Possiamo anche noi cristiani di oggi prenderci cura con tenerezza e rispetto di chi ha bisogno.
    Chiedo una preghiera per mio figlio Davide, in ospedale questa notte.

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  2. sr Alida

    Condivido i bei commenti che manifestano una Parola carica di accoglienza ,e cura ospitale e del peregrinare nella fede,tra difficoltà e risorse ,poche parole e manifestazione dell’amore e potenza di Dio .Di cuore prego per Davide e per te Elena ,per la nostra gente .

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