mercoledì 2 dicembre

di | 1 Dicembre 2020

Mercoledì 2  dicembre 2020 – 2 Tm 1,6-11                                             Giovedì 10 maggio 2007

6 Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani. 7 Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. 8 Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio. 9 Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, 10 ma è stata rivelata solo ora con l’apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù, che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo, 11 del quale io sono stato costituito araldo, apostolo e maestro.

Commento

Si ricorda del gesto dell’imporre le mani. noi colleghiamo questo gesto soprattutto alla cresima, Paolo invece ricorda a Timoteo che tale imposizione ha come scopo quello di rafforzare nel coraggio e nella saggezza dello spirito santo la vita dello stesso Timoteo e di ogni credente. Tale imposizione delle mani regala il coraggio della testimonianza e aiuta a vincere la paura di noi credenti. Dovremmo sempre ricordarci che per tutti noi questo dono dello spirito Santo è fondamentale. Paolo fa capire a Timoteo come propria lo Spirito Santo regala a lui che è in carcere la forza e il coraggio della testimonianza cristiana. I versetti successi, secondo una modalità che sa di inno e di canti dentro una liturgia, dicono il fondamento di tutta la lettera. Egli infatti ci ha salvati. Si parla dell’azione di Dio che salva non per i meriti, ma per grazia che è uno dei grandi temi della predicazione di Paolo. Dio  salva, chiama non in base ad opere umane ma in base al proprio consiglio e alla propria grazia, e dà la stessa grazia prima del tempo; tale grazia si è manifestata nel tempo con Gesù Cristo.  In definitiva il senso fondamentale dei versetti di oggi pare l’appello rivolto da Paolo a Timoteo perché anche lui partecipi con l’Apostolo alla lotta per il Vangelo, cioè probabilmente alla fatica dell’evangelizzazione, accettandone le inevitabili conseguenze sul piano personale della sofferenza: «soffri anche tu insieme con me per il Vangelo» è il grande appello rivolto a Timoteo a non lasciare Paolo da solo ma a coadiuvarlo.

Preghiamo

Preghiamo per tutti i malati

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